Entrate in picchiata, addio alle opere pubbliche

L’ente costretto a un riequilibrio di bilancio: meno incassi per 3 milioni e 400mila Resta altissima l’evasione dei tributi che raggiunge 1 milione e 700mila euro

ORISTANO. L’impatto del Covid sui conti pubblici c’è stato e non lo si può definire leggero. Nel riequilibrio del bilancio 2020 che il consiglio comunale voterà la settimana prossima, i numeri parlano chiaro: 3 milioni e 400mila euro di entrate in meno nell’anno che sta per concludersi rispetto alle previsioni inserite nel bilancio. E se gli incassi scendono, simmetricamente devono salire le spese. Il bilancio, dunque, resta in pareggio, ma si è dovuto fare qualche sacrificio per raggiungere questo obiettivo e la crisi economica potrebbe durare molto a lungo, con ulteriori conseguenze negative sui conti del Comune.

«C’è stato un importante sostegno dello Stato e della Regione con le misure di carattere sociale» spiega l’assessore Angelo Angioi. Effettivamente l’unica voce in entrata che aumenta è quella dei trasferimenti pubblici che sale di circa 2 milioni e 700mila rispetto a quanto immaginato nel bilancio di previsione. Queste misure hanno aiutato il Comune a evitare il disavanzo, ma non bastano a rendere il quadro più roseo. Soprattutto per quel che riguarda le entrate tributarie. «Nel corso del 2020 – afferma l’assessore al Bilancio – dai tributi sono arrivati 1 milione e 700mila in meno rispetto a quanto previsto».

È una cifra importante, accresciuta dalla crisi covid che ha portato molti contribuenti a non poter pagare le tasse e che si somma a un problema cronico del Comune, quello della scarsa capacità di riscossione e di recupero dell’evasione. I conti comunque bisognava farli quadrare in qualche modo e, dato che il Comune non ha alzato le tasse e non ha tagliato i servizi, si è dovuto rinunciare ad alcuni investimenti. «Per coprire le mancate entrate – spiega Angelo Angioi – abbiamo dovuto utilizzare parte dei proventi delle alienazioni. Quei fondi li avremmo voluti destinare al finanziamento di opere pubbliche, ma abbiamo dovuto rinunciare per quest’anno. Un altro investimento che è stato rimandato all’anno venturo è il mutuo da 1 milione per la riqualificazione di piazza Manno, che sarà contratto nel 2021». La scelta, però, non dovrebbe avere un impatto sui lavori, il cui inizio era comunque previsto per l’anno prossimo inoltrato.

Per l’assessore una città come Oristano paga ancora di più la crisi dato che la sua economia si fonda sul terziario: «Le difficoltà dei cittadini si ripercuotono sul nostro bilancio. Con l’edilizia che rallenta, per esempio, abbiamo dovuto rivedere le previsioni sugli incassi per oneri di urbanizzazione. Si prevedevano 500mila euro, ma è chiaro che non arriveranno».

Un altro problema è legato all’Imu, il cui slittamento allevia le difficoltà dei cittadini, ma ricade interamente sugli enti locali: «Ci toglie liquidità. Quei soldi arriveranno più avanti, ma intanto abbiamo meno contante, nel frattempo lo Stato continua a prelevare una quota fissa dall’Imu per il fondo di solidarietà».

Un modo di alleggerire la situazione ci sarebbe. «Sono molto fiducioso sul fatto che la Regione finanzi il riequilibrio corrente, come sempre fatto fino a oggi». Al momento non c’è stata alcuna decisione da Cagliari, ma c’è tempo fino al 30 novembre. Se arrivassero quelle risorse, il Comune potrebbe dirottare nuovamente i proventi delle alienazioni sulle opere pubbliche. «L’anno scorso l’intervento regionale fu di circa 2 milioni», conclude Angioi.

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