«Il porticciolo non è in abbandono»

Secondo Costantino Porcu lo stallo sulla proprietà non si riverbera sulla società di gestione. «Ma bisogna fare altri lavori»

ORISTANO. La contesa sulla proprietà delle Marine Oristanesi va avanti da più di un anno, ma Costantino Porcu è ancora al suo posto, quello di presidente della società che gestisce il porto turistico di Torregrande. Non ha dubbi sulla correttezza delle procedure seguite nella liquidazione delle quote comunali al Circolo Nautico: «Abbiamo lasciato svolgere due gare che sono andate deserte. Poi, non abbiamo potuto fare altro che applicare la legge e procedere con la liquidazione delle quote del Comune, che era decaduto dai diritti di socio come ribadito più volte dalle stesse delibere del Consiglio comunale». Per capire chi ha ragione, bisognerà attendere il pronunciamento del Tribunale, ma intanto la vita della società va avanti. «Il bilancio è in utile da tre anni». Certo, c'è un problema grosso con cui bisogna fare i conti ogni anno: quello del dragaggio mai effettuato. «Questa situazione comporta un mancato introito per le Marine pari a circa il 20, 30 per cento di quanto fatturiamo ogni anno per il nolo delle imbarcazioni. Senza contare la perdita per il territorio, che deve rinunciare alle presenze e ai soldi dei diportisti che possiedono barche di una certa dimensione». Che il fondale del porto sia ormai insabbiato e impraticabile per le imbarcazioni di una certa dimensione è cosa nota da anni. C'è troppa sabbia da tirar via e quella sabbia è inquinata, perciò va conferita in discarica, con costi che diventano milionari. Ora è in fase di progettazione un nuovo intervento da 6 milioni di euro, ma ci sarà da aspettare, mentre dalla Regione non è ancora arrivata nessuna comunicazione ufficiale sul finanziamento dell'intervento 5,2 milioni delle opere a terra. «Si tratta di un intervento importante, perché consentirà di mettere a norma l'impianto antincendio – afferma Porcu – ma il dragaggio è fondamentale». Per quel che riguarda gli interventi svolti delle Marine, Porcu risponde alle critiche: «Non è assolutamente vero che il porticciolo è abbandonato, le Marine hanno fatto tutto quello che era di loro competenza. Abbiamo rifatto completamente l'illuminazione e sostituito tutte le catene. Gli altri lavori spettano al Comune». Comune con il quale i rapporti si sono interrotti nella primavera del 2019, quando Porcu estromise il Comune dal Cda ritenendo che ormai fosse decaduto dai suoi diritti di socio: «Non ci sentiamo da molto con il Comune, ma non è un problema. Gli investimenti che fa l'ente locale per migliorare il porticciolo ricadono positivamente su tutta la collettività, non sulla società di gestione». Nessun pericolo, secondo Porcu, nemmeno su uno stallo negli investimenti privati dovuto all'incertezza sulla proprietà: «Se le Marine fanno un mutuo per investire sul porticciolo, questo mutuo va nel bilancio. Quindi nel momento in cui dovesse esserci un nuovo passaggio di proprietà, se ne terrà conto quando bisogna calcolarne il valore». Di Marine si è parlato anche in Consiglio comunale, con l'interpellanza presentata dai consiglieri del Psd'Az. «La decisione del Giudice del registro non ha deciso un bel niente – ha risposto l'assessore al Bilancio Angelo Angioi – perciò siamo ancora in alto mare. Ma non siamo in una situazione di contenzioso, per ora non c'è il rischio di dover restituire soldi. Abbiamo proposto reclamo e confidiamo che i giudici decidano il prima possibile». «Nei fatti – ha replicato il capogruppo sardista Atzeni – ci sono due iscrizioni, entrambe valide e con effetti legali. Ciò che sappiamo con certezza è che il Comune, se perdesse, dovrebbe rimborsare i 207 mila euro pagati dalla Tharros Yachting».

Davide Pinna

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