Positivo all’alcol test, ma viene assolto

Sentenza ribaltata dopo la condanna in primo grado a 4 mesi

URAS. Macchinario difettoso? Non è stato possibile accertarlo, ma non è l’unico motivo per cui un’automobilista 53enne è stato assolto in appello dopo aver subito la condanna in primo grado. Colpa di un valore all’etilometro che non è stato possibile accertare in maniera precisa, anche se inizialmente l’imputato era finito nei guai proprio dopo aver fatto l’alcol test. Dopo aver rischiato di finire in un canale con la propria macchina durante una manovra di parcheggio, aveva richiesto l’uso del carro attrezzi per recuperare il veicolo. Contemporaneamente le forze dell’ordine avevano provveduto a verificare le condizioni psicofisiche dell’automobilista e l’avevano sottoposto al test per verificare se avesse o meno fatto uso di bevande alcoliche. Il risultato era stata una positività, oltre 2 grammi per litro che gli era costato la condanna a quattro mesi, 4mila euro di multa e due anni di sospensione della patente.

L’avvocato Gennaro di Michele ha però fatto appello e alla fine ha ottenuto l’assoluzione. Diversi sono stati gli aspetti contestati rispetto alla sentenza di primo grado: innanzitutto il fatto che non fu verificato come richiesto dalla difesa il buon funzionamento del macchinario, poi il fatto che il test fu fatto parecchio tempo dopo che l’automobilista fu protagonista dell’incidente in cui non furono coinvolti altri veicoli rendendo di fatto vano l’accertamento. In appello è quindi arrivata l’assoluzione.

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