Le ruspe minacciano i nidi dei gruccioni: «Fermate i lavori»

San Vero Milis, la Lipu chiede lo stop alle opere a Su Pallosu dove è in corso il consolidamento della scogliera a rischio

SAN VERO MILIS. Le contestazioni erano arrivate fin dall’inizio dei lavori, ora però interviene la Lipu per tentare di fermare le opere di consolidamento contro l’erosione della costa. Gli interventi, così come vengono svolti, metterebbero infatti a rischio la sopravvivenza di una delle più preziose colonie di gruccioni sardi che nidifica a Su Pallosu. Un tempo, i coloratissimi “Merops apiaster”, questo è il nome scientifico di una specie che in sardo si chiama “su marracau” nidificavano a migliaia sulla costa sanverese, ma con la distruzione delle pareti di sabbia abbandonate, il numero degli uccelli si è notevolmente ridotto.

Proprio perché a rischio di estinzione, i gruccioni sardi sono protetti dalla legge regionale del 1998 e da diverse convenzioni internazionali. È il motivo che ha messo in allarme la Lipu, che ora sollecita l’intervento del sindaco. Scrive infatti Gabriele Pinna: «Negli elaborati progettuali non viene indicata la presenza dei siti di nidificazione». Un aspetto, questo, paradossale: al progetto, infatti, era stato consentito di non essere sottoposto alla Valutazione di impatto ambientale. A deciderlo era stata la giunta regionale, attraverso una delibera del 2017, in considerazione dell’esaustività dello studio progettuale. Forse però lo studio non è stato così esaustivo e ora la Lipu, chiede di fermare i lavori per la parte di Su Pallosu.

La richiesta non mancherà di destare scalpore, anche in considerazione della necessità urgente di mettere in sicurezza una delle più preziose, quanto fragili, scogliere della costa centro occidentale. Lavori di salvaguardia che comprendono sia il versante di Su Pallosu, per il quale sono stati stanziati 700mila euro sia la parte di S’anea scoada, con opere finanziate per un milione. Le prime proteste avevano riguardato proprio le opere in quest’ultima località relativamente al materiale scelto per riempire e quindi proteggere la falesia divorata dall’erosione: il biancone di Orosei, molto diverso dalla roccia originale. Critiche alle quali si erano aggiunte anche le voci di personalità della cultura. L'archeologo Raimondo Zucca, che da anni si è trasferito a vivere proprio in quella zona, in una recente intervista aveva sollevato perplessità sul mancato riutilizzo del materiale di recupero, optando invece per basalto, calcare e granito, che nulla hanno a che vedere con il materiale di cui sono fatte le scogliere. Scelta di materiali diversi per consistenza e colore che però la Regione e chi esegue i lavori difende a spada tratta. In questi giorni, intanto i mezzi meccanici dell'impresa che si è aggiudicata l’appalto, continuano a scavare le pareti di roccia che dovranno poi essere rafforzate per fermare l’erosione. Ora però, per la parte di Su Pallosu, c’è la Lipu che chiede esplicitamente al sindaco di San Vero «di prestare la massima attenzione al sito di nidificazione e che se ne eviti la distruzione».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes