Terralba ancora a rischio sette anni dopo Cleopatra

Sono ancora da completare importanti opere di mitigazione del rischio Le ultime piogge non hanno provocato gravi danni, colpite le colture delicate 

TERRALBA. La conta dei danni non è ancora finita. Una settimana dopo il nubifragio che in provincia si è abbattuto con maggior foga nel Terralbese, tutti hanno la sensazione che sarebbe potuta andare molto peggio. I danni maggiori si sono concentrati nei territori di Terralba e San Nicolò d'Arcidano, comuni dove immediatamente è stato proclamato lo stato di calamità naturale. Una parte dell’abitato di Terralba, ancora una volta, è stato allagato. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire in diversi casi per alcuni negozi, abitazioni al piano terra e diversi scantinati invasi dall’acqua. Emergenza risolta nel giro di poche ore ma che per l’ennesima volta ha messo in evidenza la necessità di interventi per la difesa idraulica del centro abitato ma anche delle campagne. Il sindaco, Sandro Pili, spiega che il sistema di convogliamento delle acqua piovane non è riuscito a sopportare una pressione così forte. «Alcune opere del sistema fognario erano state fatte di recente - dice – ora dovremo iniziarne di nuove, con un finanziamento di 370mila euro ottenuto dalla Regione che ha stanziato un milione e 200mila euro, anche per l’opera forse più importante che dobbiamo eseguire: il collettore al canale delle acque medie. In questo modo potremo difendere sia l’abitato che le campagne». Questa volta l’acqua non ha soltanto allagato le colture, ma ha causato danni agli allevamenti ittici, in particolare i mitili, nello stagno e nella laguna di Marceddì. La peschiera è stata letteralmente invasa da rami, canne e detriti ed ora, sono in corso le operazioni di rimozione. Nella vicina San Nicolò D’Arcidano, si è temuto il peggio. «Sono tantissime le aziende agricole che hanno subito danni consistenti – dice il sindaco di Arcidano, Davide Fanari – le colture orticole, molte serre, le carciofaie, solo per fare qualche esempio, in poche ore sono state sommerse dall'acqua, compromettendo, in alcuni casi, irrimediabilmente, i raccolti. Purtroppo – continua – l'intensità della pioggia, che ha quasi cancellato una parte della viabilità rurale, è stata tale da rendere del tutto inutili le opere di contenimento idraulico. Così anche la parte bassa dell'abitato, dove si trovano le scuole, è stata allagata, come anche il palazzo comunale. Solo per fortuna, i danni e i disagi non sono stati gravi – conclude – ma è evidente che eventi di questo tipo siano il segnale dei cambiamenti climatici in atto». E se a Marrubiu e Uras, dopo una iniziale preoccupazione, i disagi sono stati limitati, qualche allagamento c’è stato nelle campagne di Arborea, dove contrariamente a due anni fa quando la zona di Luri rimase sommersa, l’allarme è rientrato dopo poche ore.

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