«In ospedale situazione fuori controllo»
Comune, sindacati e associazioni chiedono la sostituzione di Pili con un nuovo professionista per la sanità locale
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ORISTANO. Mentre la situazione al San Martino sembra fuori controllo, con altri due medici di medicina e un infermiere di radiologia colpiti da covid, la Assl prova a stilare un cronoprogramma che da domani a venerdì dovrebbe riportare sulla retta via la gestione dell’ospedale.
In serata intanto è arrivata la notizia che i sindaci, i sindacati e le associazioni hanno chiesto la sostituzione del direttore dei presidi ospedalieri della Assl, Sergio Pili (che ha anche analogo incarico a San Gavino) e la nomina di «un nuovo professionista della sanità oristanese». Una scelta forse nell’aria, vista la non fiducia che trapelava dagli ambienti Ares nei confronti della gestione affannata di queste ultime settimane per quanto riguarda le decisioni da assumere per mettere in sicurezza il San Martino.
Il punto però è che a oggi, con i tamponi che ancora in maniera non del tutto lucida vengono eseguiti al personale, l’intero ospedale, oltre a Medicina già destinata a questo scopo è a rischio covid. Il personale vede crescere i positivi con una frequenza e con una distribuzione che non lascia prevedere nulla di buono per i prossimi giorni, quando, si spera tutto il personale del San Martino venga in tempi compressi sottoposto a nuovi tamponi.
In ogni caso questo è il cronoprogramma che da oggi dovrebbe essere applicato. Il reparto medicina diventa reparto covid con percorsi pulito, sporco e ambulanze con 45 posti letto; oggi tutti i pazienti nel repartino covid del pronto soccorso saranno trasferiti col personale al reparto covid di medicina; domani i pazienti covid di Bosa saranno trasferiti a Oristano. A Bosa saranno sanificate le aree e ripristinati i 28 posti letto per i pazienti no-covid, operativi da venerdì. Ghilarza rimarrà reparto covid a bassa intensità con 15 posti letto.
Una tempistica molto stretta che dovrà scontrarsi con la logistica, ma questo, oltre a essere un problema della direttrice della Assl, che rimane al suo posto anche per espressa volontà del suo sponsor politico, il consigliere regionale Udc e presidente della commissione sanità Domenico Gallus, sarà anche il primo problema del nuovo e nominando direttore degli ospedali oristanesi, un professionista forse già presente in ospedale, che rassicuri sia la politica, regionale e soprattutto locale, che gli operatori.
Su questo versante fa gioco la nota del sindaco Lutzu che ha infatti chiesto non solo l’immediata nomina di un nuovo professionista per la sanità oristanese, «che affianchi il direttore della Assl», ma anche un tavolo tecnico istituzionale alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità e del Commissario straordinario dell’Ares; questa seconda richiesta è stata già accolta.
«Non è il momento delle polemiche sterili – ha detto Lutzu – il momento è grave: lo è per l’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Coronavirus e lo è perché la nostra rete assistenziale è in forte crisi. Dobbiamo lavorare tutti insieme per il bene del territorio. Non serve lanciare ogni giorno una nuova richiesta o una nuova proposta, la cui legittimità spesso è tutta da verificare. Sappiamo tutti molto bene cosa serve a un sistema sanitario che da troppi anni ha subito un progressivo impoverimento. Insieme Nieddu e Temussi vogliamo affrontare l'emergenza Covid, partendo dalle reali emergenze di questo territorio. Prima fra tutte la nomina di una nuova figura manageriale straordinaria per la Assl. Non un commissario, ma un supporto forte al Sindaco, al direttore della ASSL e alle istituzioni locali, un professionista che si dedichi all’azione dei tre ospedali della provincia e al coordinamento della medicina del territorio». È in queste parole l’estremo punto di equilibrio in una vicenda che di suo registra molti squilibri.
Valentina Marras accetterà senza colpo ferire un commissario-consulente di fatto impostole?(g.cen.)
In serata intanto è arrivata la notizia che i sindaci, i sindacati e le associazioni hanno chiesto la sostituzione del direttore dei presidi ospedalieri della Assl, Sergio Pili (che ha anche analogo incarico a San Gavino) e la nomina di «un nuovo professionista della sanità oristanese». Una scelta forse nell’aria, vista la non fiducia che trapelava dagli ambienti Ares nei confronti della gestione affannata di queste ultime settimane per quanto riguarda le decisioni da assumere per mettere in sicurezza il San Martino.
Il punto però è che a oggi, con i tamponi che ancora in maniera non del tutto lucida vengono eseguiti al personale, l’intero ospedale, oltre a Medicina già destinata a questo scopo è a rischio covid. Il personale vede crescere i positivi con una frequenza e con una distribuzione che non lascia prevedere nulla di buono per i prossimi giorni, quando, si spera tutto il personale del San Martino venga in tempi compressi sottoposto a nuovi tamponi.
In ogni caso questo è il cronoprogramma che da oggi dovrebbe essere applicato. Il reparto medicina diventa reparto covid con percorsi pulito, sporco e ambulanze con 45 posti letto; oggi tutti i pazienti nel repartino covid del pronto soccorso saranno trasferiti col personale al reparto covid di medicina; domani i pazienti covid di Bosa saranno trasferiti a Oristano. A Bosa saranno sanificate le aree e ripristinati i 28 posti letto per i pazienti no-covid, operativi da venerdì. Ghilarza rimarrà reparto covid a bassa intensità con 15 posti letto.
Una tempistica molto stretta che dovrà scontrarsi con la logistica, ma questo, oltre a essere un problema della direttrice della Assl, che rimane al suo posto anche per espressa volontà del suo sponsor politico, il consigliere regionale Udc e presidente della commissione sanità Domenico Gallus, sarà anche il primo problema del nuovo e nominando direttore degli ospedali oristanesi, un professionista forse già presente in ospedale, che rassicuri sia la politica, regionale e soprattutto locale, che gli operatori.
Su questo versante fa gioco la nota del sindaco Lutzu che ha infatti chiesto non solo l’immediata nomina di un nuovo professionista per la sanità oristanese, «che affianchi il direttore della Assl», ma anche un tavolo tecnico istituzionale alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità e del Commissario straordinario dell’Ares; questa seconda richiesta è stata già accolta.
«Non è il momento delle polemiche sterili – ha detto Lutzu – il momento è grave: lo è per l’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Coronavirus e lo è perché la nostra rete assistenziale è in forte crisi. Dobbiamo lavorare tutti insieme per il bene del territorio. Non serve lanciare ogni giorno una nuova richiesta o una nuova proposta, la cui legittimità spesso è tutta da verificare. Sappiamo tutti molto bene cosa serve a un sistema sanitario che da troppi anni ha subito un progressivo impoverimento. Insieme Nieddu e Temussi vogliamo affrontare l'emergenza Covid, partendo dalle reali emergenze di questo territorio. Prima fra tutte la nomina di una nuova figura manageriale straordinaria per la Assl. Non un commissario, ma un supporto forte al Sindaco, al direttore della ASSL e alle istituzioni locali, un professionista che si dedichi all’azione dei tre ospedali della provincia e al coordinamento della medicina del territorio». È in queste parole l’estremo punto di equilibrio in una vicenda che di suo registra molti squilibri.
Valentina Marras accetterà senza colpo ferire un commissario-consulente di fatto impostole?(g.cen.)
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