Chiusi, ma non fermi: tre piccoli musei si raccontano sul web
di Michela Cuccu
Una vetrina speciale per le strutture di Pau, Genoni e Allai La maratona di letture sarà trasmessa sui canali social
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PAU. Chi, se non l’uomo di Neanderthal può raccontare meglio la storia dell’evoluzione. Il museo dell’Ossidiana di Pau ha scelto infatti di riproporre l’intervista impossibile che Italo Calvino immaginò con uno dei più conosciuti testimoni della preistoria. In questi giorni, andando sulla pagina Facebook del museo del piccolo centro sul monte Arci, si può visionare il video racconto che l’associazione Menabò, gestore del museo, ha realizzato, protagoniste le guide museali, per introdurre una visita virtuale alle sale attualmente senza pubblico. «Chiusi ma non fermi», è infatti lo slogan che i piccoli musei, dopo il Dpcm che ha nuovamente vietato l’ingresso ai visitatori, hanno scelto per far sapere che continuano a esserci e ci saranno ancora, quando l’emergenza sarà cessata.
Già durante il primo lockdown, moltissime strutture avevano scelto, autonomamente, di mantenere i contatti con il pubblico trasmettendo filmati e offrendo, visite virtuali delle loro sale e delle loro collezioni. Ora però hanno migliorato la strategia, facendo sistema e utilizzando questo modo per restare comunque aperti, raccontandosi attraverso filmati trasmessi sui propri spazi web e social. Sinora in provincia sono tre: il museo dell’Ossidiana di Pau, Parc e Cavallino di Genoni e il museo Civico di Allai sono le strutture hanno aderito a “Piccoli musei narranti” l’iniziativa che a livello nazionale ha già raccolto l’adesione di ben cinquanta strutture.
Tutte sono protagoniste della maratona di letture organizzata dall’APM, acronimo che sta per Associazione nazionale piccoli musei, e tutti hanno scelto un’opera letteraria, un racconto, una narrazione oppure degli articoli di giornale che rappresentassero il museo, la sua comunità e il territorio cui appartiene. Così, a Pau, uno dei soli due musei al mondo, assieme a quello che si trova sulle Alpi giapponesi nella prefettura di Nagano, dedicato interamente all’ossidiana, la scelta è ricaduta su un grande classico. Appunto quell’intervista impossibile scritta da Italo Calvino e che, nel 1974 divenne anche una memorabile trasmissione di Radio Rai, con le voci di Vittorio Sermonti e Paolo Bonacelli. Scelta mirata dato che il museo di Pau racconta la storia del vetro nero vulcanico del Monte Arci, dal quale, prima di scoprire la fusione dei metalli, l’uomo del Neolitico scolpiva lame e frecce. Altri musei, come quello della Tonnara a Stintino, Contus de Arrejolas di Cagliari e il Museo Etnografico di Monti, hanno già pubblicato o pubblicheranno i proprio filmati.
Il numero delle adesioni però è destinato a crescere. Per aderire è infatti ancora possibile inviare un’e-mail a info@piccolimusei.com. I filmati potranno essere visionati anche in seguito. L’Apm infatti, li condividerà e li raccoglierà nel proprio canale Youtube, dando vita a una biblioteca digitale dei piccoli musei che si prevede, arriverà a contare almeno 350 opere audio e video, sempre fruibili, anche dopo la conclusione dell’iniziativa.
Già durante il primo lockdown, moltissime strutture avevano scelto, autonomamente, di mantenere i contatti con il pubblico trasmettendo filmati e offrendo, visite virtuali delle loro sale e delle loro collezioni. Ora però hanno migliorato la strategia, facendo sistema e utilizzando questo modo per restare comunque aperti, raccontandosi attraverso filmati trasmessi sui propri spazi web e social. Sinora in provincia sono tre: il museo dell’Ossidiana di Pau, Parc e Cavallino di Genoni e il museo Civico di Allai sono le strutture hanno aderito a “Piccoli musei narranti” l’iniziativa che a livello nazionale ha già raccolto l’adesione di ben cinquanta strutture.
Tutte sono protagoniste della maratona di letture organizzata dall’APM, acronimo che sta per Associazione nazionale piccoli musei, e tutti hanno scelto un’opera letteraria, un racconto, una narrazione oppure degli articoli di giornale che rappresentassero il museo, la sua comunità e il territorio cui appartiene. Così, a Pau, uno dei soli due musei al mondo, assieme a quello che si trova sulle Alpi giapponesi nella prefettura di Nagano, dedicato interamente all’ossidiana, la scelta è ricaduta su un grande classico. Appunto quell’intervista impossibile scritta da Italo Calvino e che, nel 1974 divenne anche una memorabile trasmissione di Radio Rai, con le voci di Vittorio Sermonti e Paolo Bonacelli. Scelta mirata dato che il museo di Pau racconta la storia del vetro nero vulcanico del Monte Arci, dal quale, prima di scoprire la fusione dei metalli, l’uomo del Neolitico scolpiva lame e frecce. Altri musei, come quello della Tonnara a Stintino, Contus de Arrejolas di Cagliari e il Museo Etnografico di Monti, hanno già pubblicato o pubblicheranno i proprio filmati.
Il numero delle adesioni però è destinato a crescere. Per aderire è infatti ancora possibile inviare un’e-mail a info@piccolimusei.com. I filmati potranno essere visionati anche in seguito. L’Apm infatti, li condividerà e li raccoglierà nel proprio canale Youtube, dando vita a una biblioteca digitale dei piccoli musei che si prevede, arriverà a contare almeno 350 opere audio e video, sempre fruibili, anche dopo la conclusione dell’iniziativa.
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