Furti in casa di anziani, tre arresti

Presunta banda di Buddusò incastrata dalla polizia grazie a videosorveglianza e tabulati telefonici

ORISTANO. «Formaggio abbisogna? Legna abbisogna?» La richiesta era la solita, l’affare che va a buon fine era invece solo un dettaglio perché l’unico scopo dei venditori porta a porta di formaggio o di legna era solo quello di ispezionare la casa, verificare se il padrone rispondesse al ritratto di una possibile vittima e soprattutto se dentro la casa avesse o meno risparmi da acchiappare con un metodo consolidato. Tutto perfetto, in apparenza e invece non lo era perché è stato smascherato quando ormai i tre presunti ladri pensavano solo a godersi il denaro che avevano portato via da due case del centro storico di Oristano.

Al termine di un’indagine condotta dagli agenti della Squadra mobile della questura guidati dal dirigente Samuele Cabizzosu e coordinati dalla procura della Repubblica, sono così finiti in carcere tre compaesani di Buddusò. Sono Mario Tavanti, 41 anni e problemi giudiziari alle spalle anche per una circonvenzione di incapace; Mario Soro, 40 anni coinvolto in un caso legato al possesso di esplosivo; Salvatore Saba, anch’egli con qualche guaio passato. Proprio questi precedenti hanno avuto un peso decisivo nella decisione della procura di procedere agli arresti che ora dovranno essere convalidati dal giudice per le indagini preliminari.

Tutto era iniziato il 4 aprile 2019, quando i tre arrivarono in città col loro carico da venditori ambulanti. Non ebbero troppa difficoltà a convincere un anziano non vedente residente nel centro storico ad aprire loro la porta, perché il quasi novantenne decise di comprare il formaggio. Una volta dentro la casa, la ispezionarono e soprattutto cercarono di capire se la vittima avesse custoditi dei risparmi in qualche angolo o ripostiglio non troppo segreto. Una volta che capirono dove si trovava il gruzzolo, si misero in azione (quella vera e fruttuosa): mentre uno distraeva l’anziano, gli altri due riuscirono a mettere le mani sul bottino portando via circa 23mila euro.

L’anziano si accorse del furto quando ormai i ladri erano lontani. Sporse comunque denuncia, ma soprattutto compì la mossa che poi è risultata decisiva per individuare i tre. Fece infatti installare una telecamera di videosorveglianza all’esterno della sua abitazione e, siccome si dice che il colpevole ritorni sempre sul luogo del delitto, ebbe ragione.

A settembre dell’anno scorso, quando un altro furto da 30mila euro era stato già messo a segno in un’altra casa del centro, i tre si rifecero vivi suonando al campanello dell’anziano non vedente. Questi ne riconobbe le voci, ma ebbe la freddezza di farli entrare una seconda volta in casa, dove i risparmi non c’erano più perché nel frattempo era stato scelto un posto più sicuro come può esserlo una banca. All’ingresso furono quindi ripresi dalle telecamere e a quel punto i volti misteriosi, erano un po’ meno difficili da individuare per quanto coperti dalle mascherine per proteggersi dal covid.

Gli agenti della Mobile, avvisati immediatamente dall’anziano, iniziarono allora un controllo minuzioso sulle altre telecamere della videosorveglianza cittadina e contemporaneamente passarono al setaccio centinaia e centinaia di pagine di tabulati telefonici per arrivare a individuare dei sospetti. Incrociando le immagini con questi ultimi dati, sono risaliti alla loro identità. Nei giorni scorsi, dopo il via libera della procura, è scattato quindi il blitz che ha portato agli arresti e al recupero anche di 10mila euro. Parte del bottino tornerà quindi nelle tasche dei suoi proprietari. Per aver il resto, bisogna aspettare.

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