Gli infermieri a Nieddu: «Separare i percorsi nell’ospedale»
ORISTANO. Trovare immediatamente un modo per separare i percorsi “sporco” e “pulito”, che ancora oggi mostrano carenze importanti, prova ne sia che in pochi mesi il Pronto soccorso del San Martino è...
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ORISTANO. Trovare immediatamente un modo per separare i percorsi “sporco” e “pulito”, che ancora oggi mostrano carenze importanti, prova ne sia che in pochi mesi il Pronto soccorso del San Martino è stato chiuso ben quattro volte. È la sollecitazione che gli infermieri richiedono con urgenza per i presidi sanitari dell’Oristanese. Si uniscono quindi alle richieste dei medici che già avevano denunciano carenza di dispositivi di sicurezza individuale indispensabili, come guanti, gel igienizzante per le mani e disinfettante per le superfici.
Le richieste sono state presentate all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu nel corso di un incontro, sollecitato già da novembre, e al quale oltre ai vertici dell’Assl hanno partecipato il presidente dell’Ordine degli infermieri, Raffaele Secci, Marco Efisio Pisanu (Cisl), Tanina Corrias (Fials), Beatrice Mura (Fsi), Angela Dessì (Nursind), Giulia Gesuato (Nursing up) e Michele Zucca (Uil). La riunione è durata due ore e i rappresentanti degli infermieri hanno posto una serie di richieste precise, non ultima quella di essere coinvolti nell’organizzazione sanitaria, in quanto conoscitori degli aspetti critici delle strutture.
La discussione non si è limitata ad affrontare i problemi delle strutture pubbliche, ma si è estesa anche alla sanità privata. Non a caso, dall’Ordine professionale è arrivata la richiesta per poter svincolare gli infermieri che operano nel settore pubblico e permettere loro di esercitare la libera professione «onde potersi rendere utili alle numerose strutture private che necessitano della loro professionalità».
Al termine dell’incontro l’assessore Nieddu ha annunciato che sarà presto a Oristano per poter verificare direttamente la situazione degli ospedali che stanno affrontando l’emergenza sanitaria con grande difficoltà, anche a causa delle gravi e ben note carenze di personale.
Michela Cuccu
Le richieste sono state presentate all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu nel corso di un incontro, sollecitato già da novembre, e al quale oltre ai vertici dell’Assl hanno partecipato il presidente dell’Ordine degli infermieri, Raffaele Secci, Marco Efisio Pisanu (Cisl), Tanina Corrias (Fials), Beatrice Mura (Fsi), Angela Dessì (Nursind), Giulia Gesuato (Nursing up) e Michele Zucca (Uil). La riunione è durata due ore e i rappresentanti degli infermieri hanno posto una serie di richieste precise, non ultima quella di essere coinvolti nell’organizzazione sanitaria, in quanto conoscitori degli aspetti critici delle strutture.
La discussione non si è limitata ad affrontare i problemi delle strutture pubbliche, ma si è estesa anche alla sanità privata. Non a caso, dall’Ordine professionale è arrivata la richiesta per poter svincolare gli infermieri che operano nel settore pubblico e permettere loro di esercitare la libera professione «onde potersi rendere utili alle numerose strutture private che necessitano della loro professionalità».
Al termine dell’incontro l’assessore Nieddu ha annunciato che sarà presto a Oristano per poter verificare direttamente la situazione degli ospedali che stanno affrontando l’emergenza sanitaria con grande difficoltà, anche a causa delle gravi e ben note carenze di personale.
Michela Cuccu
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