Scritte e croci in cimitero contro il maresciallo

Sui muri laterali minacce e frasi offensive al comandante della stazione Riferimenti anche a questioni private, ma l’ipotesi non convince gli inquirenti

SEDILO. L’alba di ieri ha svelato inquietanti presagi di morte per il comandante della stazione dei carabinieri. Messaggi intimidatori e frasi ingiuriose, accompagnati da una serie di croci sono comparsi ieri ai due lati della facciata del cimitero accanto al nome del maresciallo. Alcune delle scritte tracciate con vernice spray nera sul muro di cinta recitavano «Alessandro Albano morto, spia, infame», altre frasi alludevano a presunti intrecci amorosi tra il militare dell’Arma e le donne del paese, altre ancora tiravano in ballo un suo familiare.

Il macabro avvertimento è stato scoperto intorno alle 7 del mattino. Nei minuti successivi gli uomini della compagnia di Ghilarza e della caserma del paese hanno eseguito il sopralluogo e acquisito i primi elementi per le indagini che in questa fase si sviluppano in più direzioni. Al momento, infatti, le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono molteplici, inclusa quella della pista passionale, che però non sembra la più accreditata e somiglia a una scopiazzatura di quanto avvenuto qualche giorno fa a Bellano nel Lecchese.

Le scritte riferite a questioni che all’apparenza nulla hanno a che fare le une con le altre fanno ipotizzare che i risvolti bocacceschi della vicenda possano essere pretestuosi. Più peso sembra invece avere l’ipotesi che le ragioni del risentimento siano maturate nell’ambito dell’attività di pubblica sicurezza svolta dai tutori della legge, dall’azione investigativa condotta su vari fronti come i sequestri ripetuti di piantagioni di cannabis e non escludendo quella sui controlli del rispetto delle restrizioni anti-Covid e le sanzioni comminate.

Nulla filtra dagli inquirenti, che tentano di sbrogliare il bandolo della matassa. Un compito non semplice, a differenza di quanto invece è stato facile andare a bersaglio per l’autore o gli autori dell’avvertimento. Un gesto condannato e audace allo stesso tempo, considerata la posizione del cimitero, esposto alla vista di tutti. La struttura si trova infatti in un punto del paese densamente trafficato, a pochi metri dall’intersezione fra la strada di circonvallazione e il corso Eleonora d’Arborea, punto di snodo per tutte le direzioni del paese. Non solo, sull’altro lato della strada sono allineate diverse abitazioni e un bar da cui, teoricamente, sarebbe possibile quantomeno scorgere delle sagome in lontananza.

Il cimitero apre alle 7 del mattino e chiude alle 18. Difficile pensare che gli autori si siano mossi nelle due ore precedenti all’apertura, quando il coprifuoco termina e comincia il via vai degli allevatori verso le aziende e degli altri lavoratori. Più verosimile è l'ipotesi che gli autori delle scritte si siano mossi molto dopo le 18, orario di chiusura dei bar e ancora troppo a rischio, o che magari possano aver agito persino dopo le 22, nonostante il divieto di lasciare l’abitazione.

L’episodio ha comunque destato indignazione in paese, e tanti sono stati gli attestati di stima e solidarietà rivolti al comandante Albano. Parlando a nome dell’amministrazione e della comunità il sindaco ha preso le distanze da chi si è reso responsabile dell’azione intimidatoria esprimendo al maresciallo. «Solidarietà e vicinanza per il vile atto commesso nei suoi confronti. Condanno fermamente l’espressione di tali gravi, ingiustificabili e incivili atti perpetrati da parte di persone che anziché manifestarsi apertamente a un confronto diretto e leale si nascondono dietro l'anonimato» ha dichiarato Salvatore Pes, che ha rivolto anche «Un forte incoraggiamento a tutta la stazione dei carabinieri che quotidianamente e con responsabilità offre il servizio alla nostra comunità».

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