Sanità al collasso, i comitati cittadini tornano in piazza

Oggi sit in al San Martino per chiedere soluzioni immediate Critiche ai politici e alla gestione degli ospedali territoriali

ORISTANO. Comitati cittadini di nuovo in piazza, questa mattina, con l’obbiettivo di scuotere la politica regionale per garantire quel diritto alla sanità che la provincia di Oristano si è vista negli anni mettere in forse. Alla manifestazione, indetta dal Comitato per il diritto alla salute in provincia di Oristano, davanti all’ingresso del san Martino ci saranno anche i rappresentanti del Comitato per l’ospedale Delogu, che hanno aderito all’iniziativa. L’appuntamento e alle 9.30 davanti all’ospedale, dove, fino alle 11 si manifesterà per rivendicare il diritto del territorio ad avere una sanità pubblica disponibile ed efficiente, che tuteli le urgenze, ma anche di tutti i servizi necessari per rispondere al bisogno di salute dei pazienti cronici e non soltanto dell’ospedale del capoluogo.

Secondo gli organizzatori, infatti, con l’emergenza covid è a rischio anche la tenuta degli altri ospedali della provincia. «Riteniamo che le già bistrattate strutture ospedaliere di Oristano, Ghilarza e Bosa, depotenziate negli anni e gravemente carenti di personale e dotazioni tecnologiche – spiega la nota del Comitato – debbano essere tutelate e protette in ogni modo per evitare che la pandemia ne condizioni il funzionamento al punto tale da bloccare la maggior parte delle attività».

Ma è tutto il sistema da rafforzare, dunque anche l'assistenza territoriale, dalla medicina di base alla specialistica ambulatoriale. «Tale protezione non può che avvenire investendo la politica regionale del dovere di utilizzare, nell’emergenza, le risorse strutturali e professionali dell’intera isola considerandole un tutt’uno, potenziando le zone meno protette, come Oristano e provincia, in modo da garantire la giusta assistenza a tutti i cittadini», scrive il Comitato in un passaggio che sembra voler essere anche uno sprone verso la politica locale: «Quando si sente ripetere da amministratori e politici che a Oristano i medici non vogliono venire, perché non è attrattiva, noi rispondiamo che non si parla di sanità come si parlasse di una meta turistica, ma di un ambito fondamentale, quello della salute pubblica, dove il personale e i mezzi vanno impiegati dove servono ed eventualmente spostati dai luoghi in cui in quel momento sono meno necessari».

Intanto è la pandemia la vera urgenza che condiziona tutto il sistema, e anche su questo il Comitato è molto critico rispetto alle strategie finora adottate: «Si sono sempre rivelate inadeguate, tanto è vero che il San Martino è alla fine capitolato a causa dei tanti, improvvisi contagi tra gli operatori sanitari e tra i pazienti, dopo che il Pronto Soccorso è rimasto chiuso per 40 giorni ai pazienti non covid».

L’obiettivo resta la ripresa della piena operatività dell’ospedale principale della provincia: «È ciò che va perseguito subito, a prescindere dalle strade individuate». E ritorna, con tutta la sua urgenza, il problema della grave carenza di personale. Su questo il Comitato è molto chiaro: «Ciò che sicuramente non può essere eluso è l’immediato invio di personale medico, infermieristico e tecnico in aiuto a quello decimato da trasferimenti, pensionamenti e contagi, duramente provato da quasi un anno di forte stress lavorativo. Il Comitato chiede risposte certe, piani concreti da realizzare in tempi certi, e l’individuazione di persone esperte e autorevoli in grado di realizzarli».

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