La Nuova Sardegna

Il dibattito

Sanità sotto accusa, la presidente Todde: «Sistema impazzito, con presìdi e territori in competizione tra di loro»

Sanità sotto accusa, la presidente Todde: «Sistema impazzito, con presìdi e territori in competizione tra di loro»

La governatrice in consiglio regionale parla anche dell’interim, dei direttori delle Asl, dell’edilizia sanitaria

3 MINUTI DI LETTURA





Cagliari Nuovo confronto nell’aula del consiglio regionale sulla legge di stabilità per il 2026. È stato affrontato l'articolo 2, riferito alla Sanità. L’occasione è servita alla minoranza per affrontare, lo stato di salute della sanità sarda. Il livello del dibattito ha mostrato poche vette dialettiche. Spesso gli interventi si sono rivelati un elenco di problemi, con toni differenti tra i partiti di minoranza: toni più conciliati dai Riformatori, più netti da Fdi e Forza Italia. Alla fine del dibattito è intervenuta anche la presidente della Regione Alessandra Todde, che in avvio dei dibattito ha ricordato lo sforzo della protezione civile a seguito del maltempo e ha ricordato la "vicinanza" del governo.

Sulla sanità la presidente ha cercato di volare alto, fornendo più un quadro d'insieme che risposte alle specifiche domande e temi sollevati dalla opposizione. «Quando si affronta un contesto così complesso non ci può essere atto di arroganza, per rispetto a chi nei decenni scorsi ha lavorato su questo tema. Sull'interim vi ricordo che altri presidenti di Regioni hanno fatto quello che ho fatto io. Il tema della sanità è il punto dove si dà prova del mandato. Non tutto ha funzionato in questi 17 mesi da quando governiamo l'isola. Il tema dei commissari era indispensabile per potersi misurare con i problemi. Nella sanità sarda c'è un problema gigantesco di processi operativi e di assenza di cultura del dato. Questa è la base su cui ragionare».

La presidente ha descritto un sistema sardo impazzito, «con presidi e territori in competizione tra di loro», impensabile in altre regioni. «I  nostri progetti sino a oggi erano tutti slegati, dagli ospedali di comunità alla medicina di base. Non è vero che non è cambiato nulla in questi anni, penso ad esempio all'accordo chiuso con i medici di base, dopo tanti anni di scontro. Adesso cambierà tanto, ma ci vuole tempo, così come per i pediatri di libera scelta. Senza pianificazione e confronto, nessuna riforma avrà successo». La presidente ha puntato l'attenzione sull'edilizia sanitaria. «Stiamo procedendo nella giusta direzione, recuperiamo il tempo perso in questi anni». Sull'assistenza domiciliare l'incremento di servizi è nei numeri, ma «senza ricette salvifiche, e contro sterili competizioni. Sulle liste d'attesa adesso non si va a budget secondo le preferenze dei privati, ma secondo le esigenze delle Asl». Sui capitoli di bilancio della sanità, la presidente ha ricordato i fondi aggiuntivi per 100 milioni previsti per legge. Sui direttori generali, la Todde ha ricordato che «il punto è che i direttori saranno valutati su quello che faranno. Non guardo alle casacche o al loro passato, ma a come eseguiranno le direttive della giunta. E tutti noi saremo giudicati dai sardi su come risponderemo alle loro richieste». 

Primo Piano
Il dibattito

Sanità sotto accusa, la presidente Todde: «Sistema impazzito, con presìdi e territori in competizione tra di loro»

Sardegna

Sassari, il video choc: una donna quasi investita sulle strisce pedonali

Le nostre iniziative