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Oristano

Sindaco sotto assedio: «Regolamento calpestato»

di Enrico Carta
Sindaco sotto assedio: «Regolamento calpestato»

Cabras, la consigliera Maria Carla Sanna risponde alla maggioranza Non si spegne la polemica sul consiglio comunale finito con la lite in aula

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CABRAS. Al posto delle cartoline con gli auguri, le caselle di posta elettronica sono intasate da messaggi poco amichevoli. Dopo le polemiche nate durante il consiglio comunale dei giorni scorsi, il dibattito tutt’altro che fraterno si trasferisce sugli organi di comunicazione dove si rincorrono i botta e risposta. A intervento segue intervento e la polemica si trascina così sino alle porte di Natale e probabilmente è destinata a protrarsi oltre la fine delle feste.

Martedì il gruppo di maggioranza aveva manifestato tutto il proprio appoggio al sindaco Andrea Abis, bersaglio delle critiche respinte al mittente. Le aveva sollevate sia parte dell’opposizione con Antonello Manca sia qualche consigliere che aveva iniziato l’avventura politica al fianco del primo cittadino in questa consiliatura. Ad esempio Alessandra Lochi (Pd). Pur non comunicando ufficialmente il suo addio alla maggioranza, ha annunciato un percorso in autonomia, rinunciando all’ultima delega da assessore consigliere e rimettendola nella disponibilità del sindaco. Da tempo sono ancora più irrimediabilmente compromessi i rapporti con Maria Carla Sanna. È proprio quest’ultima che nell’ultimo consiglio aveva avuto uno scontro assai acceso col primo cittadino. Preso atto della lettera di sostegno che la maggioranza ha pubblicamente manifestato al sindaco, ha scelto di ribattere per precisare una versione dei fatti che non corrisponderebbe a quanto accaduto in aula. Del resto, chiunque può controllare attraverso lo streaming della seduta, chi dica il vero e chi no.

Il primo appunto viene fatto sulla richiesta di intervento che sarebbe stata formulata durante l’assemblea: «La mia memoria penso sia ancora efficiente. Non ricordo di aver avanzato alcuna pretesa di intervento sia pubblicamente che privatamente. La considerazione sull’operato degli uffici aveva solamente questo significato: avrei fatto accesso agli atti o richieste di informazioni. So bene che è necessaria un’interrogazione per affrontare certi argomenti in Consiglio».

Poi entra nel dettaglio della ricostruzione dei momenti concitati della seduta: «Il mio comportamento, come si evince dalla diretta, ha una motivazione che la maggioranza ha omesso nel suo documento di sostegno al sindaco. Quest’ultimo, a Consiglio terminato ed esaurita la trattazione dei punti all’ordine del giorno, è intervenuto per dare una comunicazione, che lui stesso ha definito totalmente irrituale e totalmente indisciplinata rispetto al regolamento dell’assemblea. È evidente come fossimo ampiamente al di fuori dal normale e normato svolgimento di un consiglio comunale».

Maria Carla Sanna ribalta quindi la ricostruzione e attribuisce la prima violazione proprio ad Andrea Abis, al quale aveva chiesto il diritto replicare alle sue comunicazioni, ottenendo per tutta risposta una chiusura totale. «Il sindaco – prosegue la consigliera – ha continuato imperterrito a bacchettare a piacimento i consiglieri “riottosi”, affermando che il Consiglio non è un incontro pubblico. Che sia diventato una setta segreta, dove è il padrone incontrastato e la democrazia non esiste più? Quando si cerca di sopprimere il diritto di pensiero ed espressione, non posso chinare il capo. Tutto il regolamento del consiglio comunale e di tutti gli organi istituzionali, è incentrato sul confronto».

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