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Convocazione in extremis per un documento dimenticato
ORISTANO. Il Consiglio comunale sarà probabilmente convocato in fretta e furia il 30 o il 31 dicembre, per discutere e approvare il Piano economico-finanziario 2020. Si tratta del documento...
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ORISTANO. Il Consiglio comunale sarà probabilmente convocato in fretta e furia il 30 o il 31 dicembre, per discutere e approvare il Piano economico-finanziario 2020. Si tratta del documento contabile che consente di certificare che le tariffe individuate per la Tari siano in grado di coprire integralmente il costo del servizio di igiene urbana. La legge aveva fissato la scadenza per l'approvazione del piano economico finanziario per il 31 dicembre, ma solo ieri mattina a è arrivata la convocazione per oggi della conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire la data del Consiglio dedicato all'argomento. «Purtroppo nessuna novità», attacca il consigliere indipendente Francesco Federico, già protagonista nei giorni scorsi delle polemiche sulla conduzione del Consiglio comunale da parte del presidente Antonio Franceschi. «Quali sono gli estremi dell'urgenza? Si tratta di una scadenza fissata da mesi e nota a tutti, non possono affermare che qualcuno negli uffici se ne è dimenticato, come è stato detto da alcuni esponenti della maggioranza». Per Federico, la ragione di questo atteggiamento è un'altra: «Ormai è diventata una pratica comune, da parte di questa maggioranza. Si lascia poco tempo a disposizione ai consiglieri per leggere gli atti, che vengono sempre presentati a ridosso delle scadenze. Questo accade, inoltre, in una fase di riunioni in remoto, in cui è molto più difficile confrontarsi su atti importanti e con conseguenze sulla città». Il Piano economico-finanziario sulla Tari non è un atto formale. Giunta e Consiglio comunale avevano deciso a luglio di applicare per quest'anno, viste le difficoltà legate alla pandemia da Covid-19, le stesse tariffe sui rifiuti del 2019. Siccome però il servizio di igiene urbana va interamente coperto con gli appositi tributi comunali, non è detto che quelle tariffe siano sufficienti a bilanciare le spese previste dal gestore nel Piano, anche perché nel frattempo è cominciato un nuovo appalto, con costi preventivati più alti.
Nel 2020 gli errori di previsione sul servizio rifiuti sono già costati al Comune quasi 600 mila euro. L’obiettivo del Comune, è non sbagliare, almeno per quest’anno.
Davide Pinna
Nel 2020 gli errori di previsione sul servizio rifiuti sono già costati al Comune quasi 600 mila euro. L’obiettivo del Comune, è non sbagliare, almeno per quest’anno.
Davide Pinna
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