Teppisti scatenati a Sedilo danneggiato il novenario
di Maria Antonietta Cossu
L’area di San Giacomo teatro in questi giorni di ripetute incursioni di vandali Rabbia e sconcerto dell’associazione di volontariato che custodisce l’immobile
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SEDILO. I teppisti hanno ridotto il chiosco del novenario di San Giacomo in uno stato indecente. Un lavandino divelto e buttato per terra, i proteggicavo flessibili staccati dal soffitto e lasciati a penzoloni o gettati sul tetto del piccolo padiglione in pietra, una voluminosa grata in ferro rovesciata su un lavabo collocato all'esterno e tutt'intorno cumuli di rifiuti.
È il bilancio dell'incursione nel sito che ospita la chiesetta situata tra la campagna, la strada di circonvallazione e le abitazioni che delimitano il viale.
L'atto vandalico è stato scoperto ieri ma non è chiaro se sia stato compiuto durante le festività in dispregio dei divieti anti-covid o se risalga ai giorni precedenti l'istituzione della zona rossa sul territorio nazionale.
E' certo comunque che il passaggio dei teppisti sia recente, anche se non è da escludere che i danneggiamenti provocati alle strutture e agli impianti non siano stati causati nel corso di un'unica incursione ma siano il risultato di ripetute “visite”.
Nell'area che circonda il piccolo edificio di culto, accessibile a tutti in qualunque periodo dell'anno e spesso utilizzata da vari gruppi di adolescenti come punto di ritrovo, probabilmente sono stati presi di mira a più riprese le plafoniere del chiosco, i rubinetti di alcune fontanelle esterne, lo sportellino del contatore posizionato sul muro di cinta, la copertura e il punto luce in plexiglass di un bagnetto chimico.
Qualche danno potrebbe essere stato causato dall'incuria e del maltempo, ma di certo non è il caso, comunque, dei cavi rimossi dal solaio del chiosco, del lavandino buttato in un angolo del pavimento e di uno dei supporti lanciato sul prato invaso da lattine di bibite gasate, buste di patatine, qualche mascherina e una miriade di mozziconi di sigarette, che si ritrovano in abbondante quantità anche all'interno della struttura.
La scorribanda ha suscitato la riprovazione di molti residenti, hanno attribuito il gesto a soggetti giovanissimi e, con espressioni talvolta colorite, hanno ricordato agli autori l'importanza di rispettare il bene comune. Nel caso specifico, molte delle opere presenti nel novenario di San Giacomo sono il frutto dell'impegno e delle donazioni dei volontari riuniti nel comitato spontaneo, l'unico ad autofinanzarsi per intero con il fine di organizzare la festa per la collettività.
Maria Antonietta Cossu
È il bilancio dell'incursione nel sito che ospita la chiesetta situata tra la campagna, la strada di circonvallazione e le abitazioni che delimitano il viale.
L'atto vandalico è stato scoperto ieri ma non è chiaro se sia stato compiuto durante le festività in dispregio dei divieti anti-covid o se risalga ai giorni precedenti l'istituzione della zona rossa sul territorio nazionale.
E' certo comunque che il passaggio dei teppisti sia recente, anche se non è da escludere che i danneggiamenti provocati alle strutture e agli impianti non siano stati causati nel corso di un'unica incursione ma siano il risultato di ripetute “visite”.
Nell'area che circonda il piccolo edificio di culto, accessibile a tutti in qualunque periodo dell'anno e spesso utilizzata da vari gruppi di adolescenti come punto di ritrovo, probabilmente sono stati presi di mira a più riprese le plafoniere del chiosco, i rubinetti di alcune fontanelle esterne, lo sportellino del contatore posizionato sul muro di cinta, la copertura e il punto luce in plexiglass di un bagnetto chimico.
Qualche danno potrebbe essere stato causato dall'incuria e del maltempo, ma di certo non è il caso, comunque, dei cavi rimossi dal solaio del chiosco, del lavandino buttato in un angolo del pavimento e di uno dei supporti lanciato sul prato invaso da lattine di bibite gasate, buste di patatine, qualche mascherina e una miriade di mozziconi di sigarette, che si ritrovano in abbondante quantità anche all'interno della struttura.
La scorribanda ha suscitato la riprovazione di molti residenti, hanno attribuito il gesto a soggetti giovanissimi e, con espressioni talvolta colorite, hanno ricordato agli autori l'importanza di rispettare il bene comune. Nel caso specifico, molte delle opere presenti nel novenario di San Giacomo sono il frutto dell'impegno e delle donazioni dei volontari riuniti nel comitato spontaneo, l'unico ad autofinanzarsi per intero con il fine di organizzare la festa per la collettività.
Maria Antonietta Cossu
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