Appalto dei rifiuti, si torna in tribunale

La ditta perdente si appella al Consiglio di Stato per annullare l’assegnazione

ORISTANO. Sembrava che ormai non ci fossero più dubbi sull’aggiudicazione alla Formula Ambiente del nuovo appalto sui rifiuti del Comune di Oristano, dopo la sentenza del Tar di Cagliari dello scorso 28 ottobre che aveva respinto il ricorso dei secondi classificati, il raggruppamento formato dalla toscana Etambiente e dall’oristanese Tharros Marittima. E invece ci sarà ancora da aspettare, prima di conoscere con certezza il nome del nuovo gestore del servizio di igiene urbana, dato che le due società, rappresentate dai legali Matilde Mura e Pasquale Cristiano, hanno deciso di appellarsi al Consiglio di Stato.

È una decisione non frequente, dopo una prima bocciatura da parte del Tar, visto che il Consiglio di Stato tende a punire i ricorsi infondati, e che quindi fa capire come le due aziende siano ben convinte delle proprie ragioni. Le due aziende contestano il fatto che la Formula Ambiente abbia cambiato ragione sociale nel corso della procedura di appalto, attraverso l’acquisizione da parte della stessa ditta del ramo d’azienda del Consorzio Formula Ambiente Cooperativa Sociale. Una semplice questione nominale? Forse, ma non è un caso che per millenni i filosofi si siano scontrati per decidere se siano più importanti i nomi o le sostanza delle cose. L’amministrazione comunale ha sempre mostrato ottimismo durante il primo grado, procedendo comunque all’aggiudicazione definitiva e alla stipula del contratto con la Formula Ambiente. Da qualche mese ha dalla sua anche la sentenza dei giudici del Tar. L’appalto, dunque, proseguirà il suo corso, ma la decisione del Consiglio di Stato potrebbe cambiare le carte in tavola in futuro. Se le richieste dei ricorrenti saranno accolte, potrà essere annullata la gara, imposto il subentro di Etambiente o condannato il Comune a un cospicuo risarcimento. (dav.pi.)

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