Via l’Udc, Lutzu appeso a un voto
di Davide Pinna
Il segretario: siamo usciti dalla maggioranza. Il sindaco ha 13 consiglieri, uno solo più dell’opposizione
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ORISTANO. Tredici. Fino a qualche decennio fa, quel numero era il simbolo di un sogno: la vincita massima al Totocalcio. Per Andrea Lutzu, invece, segna il punto di non ritorno: sotto quella soglia, la maggioranza di centro (poco) destra (molta), che amministra dal 2017 e che perde pezzi sin dal 2019, non esisterà più. E i margini di manovra sono per ora abbastanza risicati, dato che sono proprio tredici i consiglieri su cui ormai può contare il sindaco. Il livello critico è stato raggiunto il 30 dicembre nell’ultima seduta del consiglio comunale, quando Vincenzo Pecoraro, capogruppo Udc a Palazzo degli Scolopi, non si è presentato nell’aula virtuale convocata in fretta e furia due giorni prima per approvare il piano economico-finanziario della Tari.
L’assenza ha un significato politico molto chiaro, come spiega il segretario cittadino dell’Udc Michele Piredda: «Siamo usciti dalla maggioranza. Anzi, in realtà sono loro che ci vogliono all’opposizione». Non che il primo cittadino abbia esplicitamente indicato la porta e l’uscita a Pecoraro, invitandolo ad abbandonare la compagine di governo: «Un mese fa – racconta Michele Piredda –, c’è stato un incontro tra il sindaco, il consigliere regionale Domenico Gallus e il nostro coordinatore provinciale Valpiero Delugas». In quella sede, la richiesta arrivata dagli eredi dello Scudo Crociato è stata chiara: un posto all’interno della squadra di governo del Comune nell’ultimo anno e mezzo di mandato, per poter incidere sull’attività amministrativa in vista delle prossime elezioni comunali. Un gioco al rialzo, quello dell’Udc, dato che, manuale Cencelli alla mano, la poltrona di presidente del Consiglio occupata da Antonio Franceschi era più che sufficiente a fronte di due consiglieri.
L’ingresso di Lutzu nella compagine Fratelli d’Italia ha sbilanciato tutto, portando gli alleati centristi di Udc e Fortza Paris ad alzare la posta in gioco. «Attendevamo una risposta entro Natale – prosegue Piredda –, ma non è arrivata. Così ora siamo ufficialmente all’opposizione». L’Udc annoverava nelle proprie file, oltre a Vincenzo Pecoraro, anche Antonio Franceschi, transfugo dei Riformatori. Ma sulla sua fedeltà a Lutzu non ci possono essere dubbi, e infatti Franceschi ha votato insieme alla maggioranza, garantendo proprio il tredicesimo voto senza il quale sarebbe arrivata la crisi, dato che in votazione c’era un atto obbligatorio. Al momento indipendente, un suo eventuale ingresso in Fratelli d’Italia trasformerebbe la coalizione in un monocolore di fatto, alimentando il malumore degli unici due alleati superstiti di Lutzu, i Riformatori e Fortza Paris. Soprattutto questi ultimi, che hanno un obiettivo molto chiaro: ridimensionare il ruolo di Fratelli d’Italia, diminuendo il peso dell’assessore al Bilancio, Angelo Angioi, e che ora si ritrovano in mano il potere di mandare a casa Lutzu o di fargli proseguire la consiliatura, mantenendolo però sotto scacco costante.
Con tre consiglieri comunali, infatti, sono decisivi, così come adesso lo è anche Veronica Cabras dei Riformatori. Dal punto di vista politico, la maggioranza uscita dalle urne ormai non esiste più, dopo l’addio nei mesi scorsi dei tre sardisti e dell’indipendente Mauro Licandro. Solo dodici dei tredici consiglieri che sostengono Lutzu, infatti, sono con lui fin dal primo giorno: il tredicesimo, Peppi Puddu, è arrivato dalla minoranza. Si complica, ovviamente, anche il quadro relativo alle prossime elezioni. «La nostra prospettiva – afferma Michele Piredda – è sempre quella di un centro destra unito. Ma è chiaro che c’è una spaccatura: oltre a noi, anche il partito del presidente della Regione è all’opposizione e penso che anche la Lega seguirà gli alleati sardisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’assenza ha un significato politico molto chiaro, come spiega il segretario cittadino dell’Udc Michele Piredda: «Siamo usciti dalla maggioranza. Anzi, in realtà sono loro che ci vogliono all’opposizione». Non che il primo cittadino abbia esplicitamente indicato la porta e l’uscita a Pecoraro, invitandolo ad abbandonare la compagine di governo: «Un mese fa – racconta Michele Piredda –, c’è stato un incontro tra il sindaco, il consigliere regionale Domenico Gallus e il nostro coordinatore provinciale Valpiero Delugas». In quella sede, la richiesta arrivata dagli eredi dello Scudo Crociato è stata chiara: un posto all’interno della squadra di governo del Comune nell’ultimo anno e mezzo di mandato, per poter incidere sull’attività amministrativa in vista delle prossime elezioni comunali. Un gioco al rialzo, quello dell’Udc, dato che, manuale Cencelli alla mano, la poltrona di presidente del Consiglio occupata da Antonio Franceschi era più che sufficiente a fronte di due consiglieri.
L’ingresso di Lutzu nella compagine Fratelli d’Italia ha sbilanciato tutto, portando gli alleati centristi di Udc e Fortza Paris ad alzare la posta in gioco. «Attendevamo una risposta entro Natale – prosegue Piredda –, ma non è arrivata. Così ora siamo ufficialmente all’opposizione». L’Udc annoverava nelle proprie file, oltre a Vincenzo Pecoraro, anche Antonio Franceschi, transfugo dei Riformatori. Ma sulla sua fedeltà a Lutzu non ci possono essere dubbi, e infatti Franceschi ha votato insieme alla maggioranza, garantendo proprio il tredicesimo voto senza il quale sarebbe arrivata la crisi, dato che in votazione c’era un atto obbligatorio. Al momento indipendente, un suo eventuale ingresso in Fratelli d’Italia trasformerebbe la coalizione in un monocolore di fatto, alimentando il malumore degli unici due alleati superstiti di Lutzu, i Riformatori e Fortza Paris. Soprattutto questi ultimi, che hanno un obiettivo molto chiaro: ridimensionare il ruolo di Fratelli d’Italia, diminuendo il peso dell’assessore al Bilancio, Angelo Angioi, e che ora si ritrovano in mano il potere di mandare a casa Lutzu o di fargli proseguire la consiliatura, mantenendolo però sotto scacco costante.
Con tre consiglieri comunali, infatti, sono decisivi, così come adesso lo è anche Veronica Cabras dei Riformatori. Dal punto di vista politico, la maggioranza uscita dalle urne ormai non esiste più, dopo l’addio nei mesi scorsi dei tre sardisti e dell’indipendente Mauro Licandro. Solo dodici dei tredici consiglieri che sostengono Lutzu, infatti, sono con lui fin dal primo giorno: il tredicesimo, Peppi Puddu, è arrivato dalla minoranza. Si complica, ovviamente, anche il quadro relativo alle prossime elezioni. «La nostra prospettiva – afferma Michele Piredda – è sempre quella di un centro destra unito. Ma è chiaro che c’è una spaccatura: oltre a noi, anche il partito del presidente della Regione è all’opposizione e penso che anche la Lega seguirà gli alleati sardisti».
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