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Cambio per la comunità alloggio, in arrivo una nuova gestione
SEDILO. Dopo sette anni la comunità alloggio Sas de Elias cambia gestore. Dal mese di maggio la ditta Ali Assistenza di Cagliari subentrerà alla cooperativa sociale L'Arca di Ghilarza, che cura il...
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SEDILO. Dopo sette anni la comunità alloggio Sas de Elias cambia gestore. Dal mese di maggio la ditta Ali Assistenza di Cagliari subentrerà alla cooperativa sociale L'Arca di Ghilarza, che cura il servizio dall'inaugurazione della struttura. A imporre il cambio della guardia è stato l'esito del bando indetto dal Comune.
L'impresa collettiva del capoluogo sardo ha presentato l'offerta economica più vantaggiosa ma, secondo quanto riportato negli atti dei Servizi sociali, sarebbe stata anche l' unica delle due concorrenti ad accedere alla fase finale. Nel verbale del 28 dicembre la commissione di gara ha infatti indicato la Ali Assistenza quale unica candidata in graduatoria e aggiudicataria del servizio.
L'estromissione ha colto di sorpresa i soci e il personale de L'Arca, che sono però decisi ad andare in fondo alla questione. «La nostra offerta tecnica è stata riconosciuta non idonea e pertanto esclusa dalla fase successiva», conferma il direttivo presieduto da Agnese Lampreu, che in una lettera spiega «abbiamo “raccontato” come realmente in questi sette anni abbiamo gestito un servizio che oggi viene riconosciuto un’eccellenza nel territorio. Il raggiungimento della massima capienza dei posti letto e la lunga lista d’attesa sono degli elementi oggettivi che consentono di definire la nostra gestione un servizio di qualità. La gratitudine dimostrata e gli apprezzamenti che gli ospiti e i loro parenti ci rivolgono quotidianamente sono per noi gratificanti e testimoniano il gradimento per una gestione e un’organizzazione che cura e assiste con risultati soddisfacenti». Conferme sono arrivate anche dagli addetti ai lavori «In questi anni i professionisti che ruotano attorno all’organizzazione del centro “Sas de Elias”, tra cui medici di base, specialisti e operatori sanitari del servizio pubblico, ci hanno rimandato un giudizio di merito della gestione che ha, fin da subito, sottolineato la completezza e la validità dell’assistenza sanitaria erogata».
Questi elementi però, con rammarico di gestore e lavoratori, non hanno trovato riscontro nella valutazione espressa in sede di gara.
«Non riusciamo a trovare una spiegazione sulle ragioni per cui una gestione concreta e tangibile, valutata positivamente da una popolazione intera, non trovi nel giudizio di una commissione neanche l’idoneità per arrivare alla conclusione della procedura», precisano i soci, che non intendono cedere alla rassegnazione. «L’accesso agli atti forse consentirà di avere le risposte che si attendono gli ospiti del Centro, i loro familiari, gli operatori tutti, che hanno sempre dato il massimo in fatto di professionalità e umanità nell’assistenza – sottolineano – soprattutto nell'anno segnato dalla pandemia. E ai soci della cooperativa, che hanno accettato la sfida di avviare da zero una struttura, vivendo questa avventura non come un mero lavoro ma come una missione».
Maria Antonietta Cossu
L'impresa collettiva del capoluogo sardo ha presentato l'offerta economica più vantaggiosa ma, secondo quanto riportato negli atti dei Servizi sociali, sarebbe stata anche l' unica delle due concorrenti ad accedere alla fase finale. Nel verbale del 28 dicembre la commissione di gara ha infatti indicato la Ali Assistenza quale unica candidata in graduatoria e aggiudicataria del servizio.
L'estromissione ha colto di sorpresa i soci e il personale de L'Arca, che sono però decisi ad andare in fondo alla questione. «La nostra offerta tecnica è stata riconosciuta non idonea e pertanto esclusa dalla fase successiva», conferma il direttivo presieduto da Agnese Lampreu, che in una lettera spiega «abbiamo “raccontato” come realmente in questi sette anni abbiamo gestito un servizio che oggi viene riconosciuto un’eccellenza nel territorio. Il raggiungimento della massima capienza dei posti letto e la lunga lista d’attesa sono degli elementi oggettivi che consentono di definire la nostra gestione un servizio di qualità. La gratitudine dimostrata e gli apprezzamenti che gli ospiti e i loro parenti ci rivolgono quotidianamente sono per noi gratificanti e testimoniano il gradimento per una gestione e un’organizzazione che cura e assiste con risultati soddisfacenti». Conferme sono arrivate anche dagli addetti ai lavori «In questi anni i professionisti che ruotano attorno all’organizzazione del centro “Sas de Elias”, tra cui medici di base, specialisti e operatori sanitari del servizio pubblico, ci hanno rimandato un giudizio di merito della gestione che ha, fin da subito, sottolineato la completezza e la validità dell’assistenza sanitaria erogata».
Questi elementi però, con rammarico di gestore e lavoratori, non hanno trovato riscontro nella valutazione espressa in sede di gara.
«Non riusciamo a trovare una spiegazione sulle ragioni per cui una gestione concreta e tangibile, valutata positivamente da una popolazione intera, non trovi nel giudizio di una commissione neanche l’idoneità per arrivare alla conclusione della procedura», precisano i soci, che non intendono cedere alla rassegnazione. «L’accesso agli atti forse consentirà di avere le risposte che si attendono gli ospiti del Centro, i loro familiari, gli operatori tutti, che hanno sempre dato il massimo in fatto di professionalità e umanità nell’assistenza – sottolineano – soprattutto nell'anno segnato dalla pandemia. E ai soci della cooperativa, che hanno accettato la sfida di avviare da zero una struttura, vivendo questa avventura non come un mero lavoro ma come una missione».
Maria Antonietta Cossu
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