Lavori a Su Pallosu, finanziamento a rischio
L’europarlamentare Corrao ne chiede la revoca, col sostegno di un comitato «Questo intervento durerà al massimo 3 anni, poi sarà cancellato dall’erosione»
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SAN VERO MILIS. Il Comune potrebbe perdere il finanziamento europeo di 700 mila euro ottenuto per le opere, già avviate, di consolidamento della scogliera di Su Pallosu. L’ipotesi di una revoca del finanziamento, è contemplata nell'interrogazione che l'europarlamentare del gruppo dei Verdi (eletto con i 5Stelle), Ignazio Corrao ha presentato alla Commissione Europea. Secondo Corrao, infatti, le opere, avviate per mitigare il processo di erosione marina del tratto di costa, violerebbero le convenzioni internazionali per la tutela del gruccione europeo che in quelle scogliere ha i suoi nidi. Il rischio che i lavori in quel tratto di scogliera, possano pregiudicare una delle aree di nidificazione della specie migratoria era stato sollevato quasi un mese fa anche dalla Lipu provinciale. Il presidente, Gabriele Pinna, aveva infatti inviato una nota dettagliata al sindaco, Luigi Tedeschi, chiedendo di vigilare per garantire la tutela del sito. In una intervista il sindaco però aveva escluso questo tipo di rischio, spiegando che i lavori si stavano svolgendo quando i gruccioni avevano già lasciato la zona, per migrare in Africa. Ora però si aggiunge un ulteriore elemento che mette in discussione l'efficacia delle opere, che malgrado il considerevole impegno finanziario avrebbero una durata molto limitata, al massimo di tre anni. «Sono opere inutili e dannose che rischiano di avere risultati contrari a quelli attesi», si legge in una nota stampa di "Su Pallosu luogo storico", gruppo con oltre 2mila iscritti e che sta conducendo una campagna per bloccare l'intervento. La breve durata delle opere contro l'erosione risulterebbe infatti anche dalle relazioni del progetto che spiega come dopo due o tre anni, la doppia palizzata di legno e i geo contenitori riempiti di inerti sistemati a ridosso della scogliera, saranno a loro volta spazzati via dall'erosione. Per questo motivo saranno necessari ulteriori interventi di rafforzamento e protezione. Da qui la richiesta da parte del gruppo “Su Pallosu luogo storico” di opere alternative e, come scrivono "più economiche di quelle in corso", come “la realizzazione di passerelle in legno quali percorsi obbligati per la discesa a mare dei bagnanti, con l'interdizione per le aree attigue”. Si legge infatti nella nota che paventa il rischio che i lavori possano provocare danni peggiori di quanto già avvenuto a causa dell'erosione. «A Su Pallosu – scrivono – in almeno la metà dei 300 metri lineari degli interventi, la spiaggia, ove si punta ad una doppia palificata in legno e dei geo contenitori riempiti di inerti, è ristrettissima o del tutto inesistente. Gli interventi di contenimento andranno ad essere insediati necessariamente anche all'interno delle dune stesse, perforandole. Dune per lo più prive di antistante spiaggia, che costituiscono un delicatissimo e friabilissimo ecosistema che non consente alcun ancoraggio sulla roccia della doppia palificata».
Michela Cuccu
Michela Cuccu
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