Auto nel canale, muore un ventenne

Manuel Zoccheddu ha perso il controllo della macchina nella strada che porta verso la borgata di Tiria

PALMAS ARBOREA. Una sbandata, la strada bagnata, l’auto che diventa incontrollabile. Poi si ribalta, sfonda una recinzione e finisce fuori strada. Solo che in quel punto tra Palmas Arborea e la borgata di Tiria non c’è la campagna, ma un canale del Consorzio di Bonifica. L’acqua è profonda sei metri e l’auto galleggia solo per pochi istanti prima di finire sul fondale con le ruote all’insù. Dentro c’è il ventenne Manuel Zoccheddu che resta intrappolato. Morto per i traumi o per annegamento? Per capirlo si aspetta di esaminare il corpo, prima di restituirlo ai familiari per il funerale che si terrà nella parrocchia della Madonna delle Grazie a Tiria. Poco cambia per chi ora lo piange e sa che quel ragazzo che si divideva tra la famiglia – la madre vive a Palmas Arborea, il padre a Mogorella – e gli amici non c’è più.

A notare le ruote e la carcassa dell’auto nel canale è stato un automobilista che attorno alle 11.30 ha dato l’allarme chiedendo l’intervento dei vigili del fuoco. Pochi minuti più tardi gli uomini del comando provinciale erano sulla strada che da Palmas porta a Tiria per iniziare le operazioni di recupero. Il canale passa sotto un ponticello e pochi metri prima una strada di penetrazione agraria interseca la Provinciale. Non ci sono barriere in quel punto, eccetto quella del ponticello che però era pochi metri più in là. La macchina, nel momento in cui Manuel Zocccheddu ha perso il controllo, è finita proprio nella stradina di penetrazione agraria e la rete metallica, di quelle che si usano per recintare i trerreni non era certo in grado di bloccare la corsa di un veicolo – serve solo perché qualcuno a piedi non finisca col scivolare in acqua –. E proprio attraverso l’acqua torbida del canale, nei primi istanti dell’intervento di recupero del veicolo, non si riusciva a scorgere se dentro l’abitacolo ci fosse qualcuno, ma purtroppo le speranze che si trattasse di un’auto finita lì magari perché trascinata dalle piogge di questi giorni e da qualche smottamento sono tramontate quando la macchina è stata tirata in superficie.

Dall’abitacolo, che in pochi istanti si è svuotato di tutta l’acqua di cui era ricolmo, si è subito notato un corpo e allora tutti i soccorritori hanno capito che la loro speranza di non essere testimoni di una tragedia era svanita. Quel viso di ragazzo li ha gelati. Quel corpo inerme aveva già le sembianze della morte. E allora, mentre l’équipe del 118 non ha avuto la possibilità di entrare in azione, i carabinieri della Compagnia di Oristano hanno iniziato il loro lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente. Poco dopo il padre del ragazzo parcheggia, si fa largo e corre verso l’auto che riconosce. I carabinieri provano a fermarlo, lui arriva sino allo sportello di dietro. Lo apre. Vede.

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