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Oristano

Tassa di soggiorno ancora sospesa

Tassa di soggiorno ancora sospesa

Il blocco dei pagamenti è scaduto ma sarà prorogato, assicurano in Comune

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ORISTANO. Dal punto di vista delle strutture ricettive, il 2021 non è iniziato certo nel migliore dei modi, tra limitazioni agli spostamenti che persistono e prospettive di ripresa claudicanti. In più c'è l'aggravio della Sartiglia che sarà cancellata, tanto da far venir meno l’unico elemento di destagionalizzazione del turismo oristanese. L'idea che a partire dal primo gennaio si debba ricominciare a versare la tassa di soggiorno al Comune non piace molto agli albergatori oristanesi. Ma gli atti ufficiali sono molto chiari in proposito. La sospensione dell'imposta di soggiorno, deliberata ad aprile del 2020 dalla Giunta comunale proprio per andare incontro ad un settore alberghiero messo in ginocchio dal Covid, aveva validità sino al 31 dicembre 2020: non un giorno di più. Così, qualche albergatore ha deciso di alzare la cornetta e comporre il numero degli uffici del Comune, chiedendo lumi sulla situazione e trovandosi di fronte alla sorpresa degli impiegati. Non che ci sia la ressa per prenotare le stanze delle strutture ricettive locali, ma ovviamente un minimo di ripresa la si potrebbe vedere nelle prossime settimane e non bisogna dimenticare che c'è chi si muove comunque per motivi di lavoro che gode di una franchigia di tre giorni, oltre la quale scatta il pagamento dell'imposta. Ma la preoccupazione degli albergatori dovrebbe rientrare senza grandi patemi nel giro di pochi giorni, dato che in Comune si sta lavorando a una delibera che sospenda ancora per qualche mese l'imposta di soggiorno. «Se ne era già discusso la settimana scorsa con la dirigente del settore Programmazione delle risorse – spiega l'assessore al Bilancio Angelo Angioi – proprio perché, durante la preparazione del Bilancio 2021, è necessario inserire la previsione delle entrate relative all'imposta di soggiorno». Entrate possibili che effettivamente, nei primi mesi di questo 2021, si possono quantificare abbastanza facilmente in somme risibili: tali per cui non vale nemmeno la pena di mettere in moto la macchina della riscossione. «La situazione del settore ricettivo è disastrosa, non avrebbe alcun senso stringere la morsa con l'imposta di soggiorno – rassicura Angioi – e d'altra parte le risorse che arriverebbero in cassa sarebbero pochissime a causa del Covid». Durante l'inverno tra il 2019 e il 2020 le cose non erano andate così male, e anzi gli incassi comunali della tassa di soggiorno tra ottobre e marzo erano stati significativi, ma ora lo scenario è mutato completamente. «I pagamenti avvengono a scadenze trimestrali – prosegue l'assessore al Bilancio – quindi ci sarebbe ancora molto tempo. Ma gli uffici sono già al lavoro e penso che nel giro di pochi giorni la Giunta discuterà la proposta di sospensione dell'imposta».

Davide Pinna

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