«Paziente grave trasferito ma non c’era il medico»
di Enrico Carta
La segretaria del sindacato delle professioni infermieristiche Fsiusae: «Ad accompagnarlo solo un’infermiera». Polemiche sul calendario dei vaccini
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ORISTANO. Passano i giorni non la confusione. L’Assl è ancora nel mirino dei sindacati che denunciano il caos che continua a regnare nella sanità oristanese e alcuni episodi figli di segnalazioni arrivate da utenti, ma soprattutto dal personale. E poi c’è la questione vaccini. Se da un lato è il segnale concreto di ottimismo per l’uscita dall’incubo covid, dall’altro sta diventando una sorta di guerra tra chi in guerra vorrebbe andare compatto per combattere dalla stessa parte.
La doppia denuncia è del sindacato delle professioni sanitarie FSIUSAE e della sua segretaria Beatrice Mura che segnala un caso ritenuto assai grave capitato alcune sere fa al Pronto soccorso dell’ospedale San Martino. Rieccolo spuntare dopo giorni di emergenza meno esagerata rispetto ai mesi scorsi, ma in cui i problemi sono tutt’altro che risolti o in fase di risoluzione. La notte continua a essere in turno un solo medico e così è successo che un’infermiera sia stata costretta a trasferire in un altro ospedale un paziente in codice rosso. «Invierò una nota all’assessore Mario Nieddu per metterlo a conoscenza di comportamenti da parte di dirigenti poco chiari e che generano confusione. A partire da un ordine di servizio fatto a un’infermiera del Pronto soccorso di Oristano durante le ore notturne per trasferire una paziente con codice rosso in altra struttura senza la presenza della figura medica, atto grave e perseguibile. Non sono più accettabili comportamenti irrispettosi verso chi, da quasi un anno si adopera con sacrificio e abnegazione, per far funzionare la macchina sanitaria in favore dei malati e, di chi si è trovato a dover combattere il virus saltando riposi, ferie, per senso di appartenenza al proprio luogo di lavoro e senso di responsabilità. Non vogliono nessuna medaglia, ma solo rispetto. Non sono carne da macello», afferma Beatrice Mura.
La segretaria del sindacato delle professioni infermieristiche chiarisce meglio l’accaduto: «Il responsabile del Pronto soccorso ha emesso l’ordine di servizio così imponendo all’infermiera il trasferimento di un paziente senza assistenza medica, in quanto durante il turno notturno la presenza del medico è limitata a una persona. Dopo aver provato tramite la direzione sanitaria a reperire un medico per il trasferimento, in quanto quello in servizio era impegnato con i tanti pazienti che accedevano al Pronto soccorso, il responsabile ha disposto il trasferimento con la sola unità infermieristica. Mi chiedo come sia stato possibile in tutta l’Assl non reperire un medico disposto ad accompagnare una giovane paziente di 28 anni. Trovo molto grave l’episodio: aver inviato in altra struttura un codice rosso senza medico, significa aver messo a rischio la vita del paziente e dell’infermiere».
Il tentativo di contattare l’Assl ieri per avere un chiarimento sulla vicenda non è andato a buon fine, probabilmente perché era domenica.
L’altro problema che riguarda il personale delle professioni infermieristiche è legato ai vaccini e alla confusione che sarebbe figlia del calendario delle somministrazioni in cui non è ben chiaro quando dovrebbero essere convocati gli infermieri del Centro Diagnostico che prestano servizio a domicilio. Negli elenchi, denuncia, il sindacato ci sono i nomi dei medici, del personale ospedaliere, di chi svolge servizio nelle Rsa e altre categorie di addetti e persone a rischio che saranno presto chiamati dalla Assl, non ci sono invece gli infermieri CDI. Una dimenticanza? Oppure arriverà a breve anche il loro turno?
La doppia denuncia è del sindacato delle professioni sanitarie FSIUSAE e della sua segretaria Beatrice Mura che segnala un caso ritenuto assai grave capitato alcune sere fa al Pronto soccorso dell’ospedale San Martino. Rieccolo spuntare dopo giorni di emergenza meno esagerata rispetto ai mesi scorsi, ma in cui i problemi sono tutt’altro che risolti o in fase di risoluzione. La notte continua a essere in turno un solo medico e così è successo che un’infermiera sia stata costretta a trasferire in un altro ospedale un paziente in codice rosso. «Invierò una nota all’assessore Mario Nieddu per metterlo a conoscenza di comportamenti da parte di dirigenti poco chiari e che generano confusione. A partire da un ordine di servizio fatto a un’infermiera del Pronto soccorso di Oristano durante le ore notturne per trasferire una paziente con codice rosso in altra struttura senza la presenza della figura medica, atto grave e perseguibile. Non sono più accettabili comportamenti irrispettosi verso chi, da quasi un anno si adopera con sacrificio e abnegazione, per far funzionare la macchina sanitaria in favore dei malati e, di chi si è trovato a dover combattere il virus saltando riposi, ferie, per senso di appartenenza al proprio luogo di lavoro e senso di responsabilità. Non vogliono nessuna medaglia, ma solo rispetto. Non sono carne da macello», afferma Beatrice Mura.
La segretaria del sindacato delle professioni infermieristiche chiarisce meglio l’accaduto: «Il responsabile del Pronto soccorso ha emesso l’ordine di servizio così imponendo all’infermiera il trasferimento di un paziente senza assistenza medica, in quanto durante il turno notturno la presenza del medico è limitata a una persona. Dopo aver provato tramite la direzione sanitaria a reperire un medico per il trasferimento, in quanto quello in servizio era impegnato con i tanti pazienti che accedevano al Pronto soccorso, il responsabile ha disposto il trasferimento con la sola unità infermieristica. Mi chiedo come sia stato possibile in tutta l’Assl non reperire un medico disposto ad accompagnare una giovane paziente di 28 anni. Trovo molto grave l’episodio: aver inviato in altra struttura un codice rosso senza medico, significa aver messo a rischio la vita del paziente e dell’infermiere».
Il tentativo di contattare l’Assl ieri per avere un chiarimento sulla vicenda non è andato a buon fine, probabilmente perché era domenica.
L’altro problema che riguarda il personale delle professioni infermieristiche è legato ai vaccini e alla confusione che sarebbe figlia del calendario delle somministrazioni in cui non è ben chiaro quando dovrebbero essere convocati gli infermieri del Centro Diagnostico che prestano servizio a domicilio. Negli elenchi, denuncia, il sindacato ci sono i nomi dei medici, del personale ospedaliere, di chi svolge servizio nelle Rsa e altre categorie di addetti e persone a rischio che saranno presto chiamati dalla Assl, non ci sono invece gli infermieri CDI. Una dimenticanza? Oppure arriverà a breve anche il loro turno?
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