«I palazzi di Torangius dimenticati da Area»

Dal quartiere la denuncia di un residente sulle condizioni degli edifici di via Quasimodo e via Cogoni

ORISTANO. «Non vogliamo sentirci un ghetto, ma parte integrante della comunità». Si chiude così, la lettera firmata inviata da un residente del quartiere di Torangius rivolta all’Agenzia Regionale per l’Edilizia Abitativa Area e al Comune di Oristano. Un atto d’accusa nei confronti dei primi e una richiesta di aiuto e sostegno rivolta al sindaco Andrea Lutzu e all’amministrazione comunale. L’elenco dei problemi, nelle palazzine popolari di proprietà dell’agenzia regionale tra via Quasimodo e via Monsignor Cogoni, è lungo: «Infiltrazioni e muffe, vecchi infissi e vetri ormai inadeguati a contenere gli sprechi di energia, barriere architettoniche, bagni vecchi e pericolosi per gli anziani e i disabili, rendono insalubri gli appartamenti e fanno salire le spese per il riscaldamento delle famiglie, oltre che provocare frustrazione e disagio in chi li abita».

Già a vederli da fuori, quei palazzi, non danno certo una sensazione di allegria. «Sembrano un fotogramma della Berlino Est di prima della caduta del muro», si legge nella lettera il cui autore pur firmandola chiede di rimanere anonimo, ma sulle scelte urbanistiche e architettoniche che portarono alla costruzione di quell’isolato negli anni ’80 si potrebbe anche applicare il diritto alla prescrizione, se quel degrado non si riproponesse, secondo l’autore della lettera, anche all’interno. La buona volontà degli inquilini non basta infatti per garantire la manutenzione degli appartamenti, abitati da «famiglie, che spesso vivono situazioni di disagio economico che diventa anche sociale, pure a causa delle condizioni abitative, aggravate dai limiti e divieti imposti dalla pandemia che tiene tutti chiusi a casa».

In quest’ultimo anno in cui per tanti mesi si è dovuti rimanere dentro casa, non sono questioni di poco conto. In inverno c’è poi il problema del riscaldamento, uno dei principali secondo l’autore della lettera: «Quando funziona, è assicurato da caldaie vecchie e inquinanti, con consumi esorbitanti e continui interventi di manutenzione a carico dei condomini che, nonostante le richieste e le suppliche, non vengono sostituite da Area». Eppure, Torangius non è solo disagio abitativo. Qualche intervento è in arrivo, come quello per la riapertura della ludoteca, mentre di altri si è persa traccia, come nel caso della riqualificazione della cittadella sportiva di via Fermi. «Perché tanta incuria – si chiede l’autore della lettera – in un quartiere che, per la presenza di tanto bel verde, potrebbe essere un posto piacevole dove vivere, con benefici estetici, sociali e ambientali a vantaggio di tutta la città?»

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