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Oristano

Ultima chiamata per la Sartiglia

Ultima chiamata per la Sartiglia

Gremi e Fondazione incontreranno Prefetto e Questore. Possibile la proposta di una discesa simbolica

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ORISTANO. Gli spazi di manovra sono strettissimi. I tempi quasi nulli. La Sartiglia del 2021, fosse anche solo simbolica è appesa a un filo. E alle decisioni di Prefetto e Questore. Non ci sarebbe tempo neppure per un ultimo tentativo, perchè Fondazione e Gremi entro lunedì dovrebbero presentare alle autorità un progetto, degno di questo nome, non un desiderio.

E così la Fondazione Oristano, al termine d iun incontro che doveva essere decisivo ma che si è rivelato giocoforza interlocutorio non prova nemmeno a sbilanciarsi su quali richieste saranno portate all'attenzione di Prefettura e Questura, per una Sartiglia in formato più che ridotto.

L'unica cosa certa, ma si sapeva da mesi e negli ultimi giorni inoltre si sono moltiplicati gli appelli del mondo scientifico per un inasprimento delle restrizioni sanitarie, è che la corsa alla stella e le pariglie non si terranno. «L’Istituzione Sa Sartiglia della Fondazione Oristano si è riunita questa sera e, preso atto del perdurare dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, ha deciso che la manifestazione non potrà tenersi» si legge nella stringata nota rilasciata ieri sera al termine della riunione. Per tutti gli altri aspetti, c'è una formula da interpretare: «Aderendo ad un invito dei Gremi di San Giuseppe e San Giovanni, che vorrebbero salvaguardare i momenti più strettamente aderenti alla ritualità della manifestazione, il sindaco e presidente della Fondazione Oristano Andrea Lutzu, insieme al presidente dell'Istituzione Sa Sartiglia Luigi Cozzoli, e agli stessi presidenti dei Gremi, Antonello Addari e Nando Faedda, avvieranno ulteriori approfondimenti con il prefetto e il questore di Oristano al fine di verificarne la possibilità di svolgimento, in condizioni di assoluta sicurezza». I momenti più strettamente aderenti alla ritualità della manifestazione sarebbero quelli su cui nelle ultime settimane si è discusso di più: vestizione e benedizione. La richiesta arriva dai Gremi, con le componenti politici della Fondazione che sembrano limitarsi a un ruolo di mediazione fra i due organizzatori, depositari della tradizione, e le istituzioni preposte alle decisioni sugli svoglimenti dei grandi eventi pubblici, ossia Prefettura e questura. Nei giorni scorsi qualcosa era emerso, delle discussioni interne ai due Gremi.

Per salvaguardare un minimo di aspetti tradizionali, si era fatta l'ipotesi di mettere su una vestizione chiusa al pubblico ma trasmessa in televisione e in streaming. A seguire, la pariglia de su Componidori, composta da due cavalieri che hanno già svolto in passato l'incarico di capocorsa, sarebbe dovuta uscire, direzione via Duomo, per benedire la città e il popolo oristanese in uno scenario mai visto, senza pubblico, sabbia, transenne o tribune. Ipotesi minime, ma su cui comunque non si era trovata l'unanimità, né all'interno dei gremi né fra i cavalieri, che comunque non potrebbero prendere parte all'evento. Ipotesi, inoltre, che non godono di precedenti favorevoli in provincia: né l'Ardia né la Corsa degli scalzi, infatti, hanno ricevuto il via libera delle autorità a un'edizione in formato ridotto, nonostante una situazione sanitaria molto più rosea, se non per i riti religiosi. Ma se le messe sono state autorizzate da tutte le misure che si sono succedute durante la pandemia, altra cosa sono i riti della Sartiglia, intrisi di religiosità ma non certo solo canonici. In ogni caso, dovrebbero essere questi «i momenti più strettamente aderenti alla ritualità della manifestazione» su cui il Comune tenterà una mediazione con questura e prefettura. E, dopo tutto, non c'è solo la tradizione da tener presente: la Sartiglia significa anche un contributo regionale e un grosso giro di sponsor privati, nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro. Un'edizione in formato ridotto potrebbe garantire l'arrivo solo di una parte di questi soldi.

Davide Pinna

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