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Oristano

Mediterranea non potrà festeggiare i suoi 21 anni

Mediterranea non potrà festeggiare i suoi 21 anni

La Camera di Commercio cancella la prossima edizione, che si teneva in contemporanea con la giostra

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ORISTANO. Senza Sartiglia, quest’anno non si farà nemmeno Mediterranea. La Camera di Commercio ha dovuto rinunciare ad una delle sue iniziative più belle che era anche la più importante iniziativa collaterale alla giostra medioevale e che da due decenni (quest’anno avrebbe spento ventuno candeline) era appuntamento immancabile per decine di aziende dell’artigianato artistico e dell’agroalimentare di alta qualità. Nando Faedda, confermato ieri vice presidente della Camera di Commercio unificata Cagliari e Oristano e che per diversi anni curò l'organizzazione della manifestazione, non nasconde il sui rammarico. «Senza Mediterranea si dovrà rinunciare ad un giro d’affari di alcuni milioni di euro», dice. La scelta di tenere la rassegna in concomitanza con i giorni della Sartiglia non era stata casuale. In quei giorni la città si trovava letteralmente invasa da visitatori e turisti, dunque l’occasione migliore per far conoscere le produzioni d’eccellenza di tutto il territorio, considerato che la Camera di commercio aveva voluto dare un respiro provinciale alla manifestazione. Negli anni, gli artigiani avevano potuto verificare quanto fosse strategico essere presenti in Città con una propria vetrina durante la manifestazione più importante del capoluogo. Anche l’anno scorso, quando furono circa trenta le aziende presenti negli stand allestiti in palazzi fra i più prestigiosi del centro storico (il Teatro san Martino, Palazzo Paderi e Palazzo Carta), non tutte le richieste di partecipazione da parte di artigiani poterono essere accolte. «Mediterranea ha sempre avuto una durata limitata, ma nei quattro giorni di esposizione, molti artigiani, di diversi settori, dalla falegnameria ai tessuti, passando per la ceramica artistica, l’oreficeria e l’agro alimentare, avevano la possibilità di farsi conoscere e avviare contratti con gli acquirenti che venendo a Oristano per la Sartiglia, scoprivano che il nostro è un territorio ricco e complesso, dove agroalimentare e artigianato artistico hanno una presenza di alta qualità», dice ancora Faedda. Insomma, se nel 2020 la Sartiglia si era salvata quasi per miracolo dalla cancellazione legata all’emergenza Covid, riuscendo a non fermare il grande apparato economico che era capace di attivare, quest’anno non avrà alternative.

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