Sartiglia, la fumata è grigio scuro

L’ultima chance resta un’edizione ridotta alla vestizione e alla benedizione del Componidori

ORISTANO. La palla torna nel campo degli organizzatori della Sartiglia. Ieri mattina, l’incontro tra il prefetto Gennaro Capo, il questore Giusy Stellino, il sindaco Andrea Lutzu, l’assessore alla Cultura Massimiliano Sanna, la Fondazione Oristano e i gremi dei Contadini e dei Falegnami si è concluso con un’unica certezza: le autorità sono disponibili a consentire solo lo svolgimento di alcuni momenti rituali come la vestizione e benedizione del Componidori. Disponibili sì, ma ad alcune condizioni: niente pubblico e in forma statica.

La scelta del luogo della vestizione dovrebbe dunque ricadere direttamente sul sagrato della Cattedrale, cosa che consentirebbe al capocorsa di impartire la benedizione rituale spostandosi di poche decine di metri e di terminare immediatamente l’evento, a cui prenderebbero parte solo i collaboratori indispensabili. Il requisito della “staticità” potrebbe porre problemi sulla presenza dei cavalli, ma Antonello Addari e Nando Faedda, presidenti dei Falegnami e dei Contadini, sono netti: un capocorsa appiedato non si vedrà mai e la questione non è stata posta durante la riunione.

Rimangono comunque dei nodi da sciogliere, come l’eventuale accorpamento delle due giornate in un unico evento e la partecipazione di tutta la pariglia o solo del capocorsa. È quasi sicuro invece che non ci sarà l’incrocio delle spade sotto la stella. Le due corporazioni, si sa da tempo, hanno posizioni diverse: più freddi i Contadini, alcuni dei quali addirittura preferirebbero l’annullamento dell’evento, più determinati i Falegnami, con un ottimismo che però sembra scemare progressivamente.

Queste sono le indiscrezioni, mentre i due presidenti sono più diplomatici. «Il gremio si riunirà lunedì sera – spiega Addari –, lì decideremo se presentare delle proposte sulla base delle indicazioni avute ieri». «Non abbiamo ancora una data per la nostra riunione – afferma invece Nando Faedda –, ma per ora non esiste alcuna ipotesi su cosa fare. Siamo i più freddi? Io non mi sono mai sbilanciato perché sono realista».

Nel mezzo ci sono il Comune e la Fondazione che presenteranno il progetto a questura e prefettura solo se arriverà il via libera dei gremi. Senza un atto scritto, e dunque senza dei firmatari che si assumano responsabilità civili e penali, il discorso nemmeno comincia: solo di fronte alle carte, le autorità di pubblica sicurezza valuteranno le ipotesi e daranno un eventuale via libera. I tempi sono stretti, per qualcuno sarebbero già scaduti, e mercoledì potrebbe tenersi l’incontro decisivo fra organizzatori e autorità. Intanto bisogna attendere che i gremi facciano le loro scelte autonome, che poi il Comune e la Fondazione dovranno trasformare in un’unica proposta mediata. In questo caso l’ultima parola spetterà al sindaco che è anche la massima autorità sanitaria in città e dovrebbe dunque assumere sulle proprie spalle gran parte delle responsabilità. In ogni caso, l’eventuale permanenza della Sardegna in zona arancione anche a carnevale avrebbe l’effetto di una pietra tombale sulle possibilità di celebrare qualsiasi rituale. Se si arriverà a un accordo, e la strada è quanto mai in salita, la Fondazione garantirà la copertura streaming e televisiva.

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