La Nuova Sardegna

Oristano

Porticciolo, la parola al giudice

di Davide Pinna
Porticciolo, la parola al giudice

La contesa per la gestione delle Marine Oristanesi: le parti si sono costituite, si attende la decisione

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ORISTANO. Due proprietari per una sola società. La particolare situazione relativa al controllo azionario delle Marine Oristanesi, la società che gestisce il porto turistico di Torregrande, potrebbe andare nei prossimi mesi verso una svolta. Tutto dipenderà dalla decisione del Tribunale del registro, di fronte al quale, ieri, si è svolta la prima e ultima udienza sul ricorso presentato dal Comune contro il decreto emanato a novembre dal giudice di primo grado.

La vicenda è abbastanza intricata. A settembre del 2017 il consiglio comunale decide di alienare la partecipazione dell’ente all’interno delle Marine, pari all’86% delle quote: il restante 14% era diviso in parti uguali tra Circolo Nautico e Sfirs. La scelta era stata fatta in virtù delle disposizioni della legge Madia, che aveva lo scopo di eliminare le partecipazioni pubbliche inutili. Prevedeva che il Comune dovesse procedere all’alienazione entro dodici mesi, altrimenti la società avrebbe potuto liquidare la sua partecipazione offrendola agli altri soci.

All'inizio, nessuno si era preoccupato di questa eventualità e il termine passò senza che venisse dato seguito alla decisione, finché, a pochi giorni dalla scadenza, fissata per il 30 settembre 2018, non venne indetta una prima asta pubblica che mise in vendita tutte le quote possedute dai tre soci. La gara andò deserta, e così anche la seconda, nei primi mesi del 2019. A giugno di quell’anno, dopo aver ricevuto una manifestazione d’interesse da parte della società oristanese Tharros Yachting, il Comune decise di intraprendere la strada della trattativa diretta. In pochi giorni, arrivarono molte altre manifestazioni d’interesse, e la giunta tornò sui suoi passi, indicendo la terza gara pubblica.

Fu qui che si consumò la rottura con il consiglio d’amministrazione delle Marine che decise di procedere alla liquidazione delle quote comunali in favore dell’unico socio privato, il Circolo Nautico. Cominciarono a quel punto due procedure parallele, che si conclusero in autunno. Da un lato, con la liquidazione al Circolo per 20mila euro, dall’altro con la cessione da parte del Comune delle stesse quote all’unico partecipante dell’asta, la Tharros Yachting, per 206mila euro. Entrambi gli atti di cessione furono iscritti nel registro delle imprese della Camera di Commercio, anche se il Conservatore del registro chiese al giudice competente la cancellazione dell’atto fra le Marine Oristanesi e il Circolo Nautico per alcune incongruenze. A novembre 2020 arrivò il decreto firmato dalla giudice Paola Bussu che rigettò il ricorso e lasciò la situazione invariata.

In apparenza, una decisione salomonica: nei fatti, le quote sono saldamente in mano al Circolo, il cui atto è stato registrato per primo. Da qui, l’impugnazione del Comune, rappresentato dagli avvocati Gianna Caccavale e Carlo Ibba, a cui si è associata la Tharros Yachting, rappresentata dall’avvocato Christian Stara, mentre le Marine Oristanesi sono assistite dall’avvocatessa Gabriella Martani e il Cno dall’avvocatessa Sandra Sassu. Durante l'udienza sono state accolte le memorie presentate dalle parti, e ora non resta che aspettare la decisione del tribunale, che potrebbe arrivare nel giro di qualche mese.

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