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Si arrampica sul muro e molesta i vicini

Si arrampica sul muro e molesta i vicini

Mogoro, anziano di 87 anni denunciato per stalking. Il giudice gli vieta di avvicinarsi a quella casa

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MOGORO. Che i muri siano stati spesso motivo di contrasto è un fatto storico. Stavolta non c’è stato bisogno di andare a Gerusalemme o a Berlino per trovarne uno che abbia creato inimicizie, problemi, una denuncia per stalking e, da ultimo, una misura cautelare. La guerra del muro è scoppiata a Mogoro nel periodo di Natale e vede, tra i protagonisti, un anziano di 87 anni che ora rischia un processo per atti persecutori nei confronti di una coppia di coniugi quarantenni che, stanca delle continue e fastidiose intromissioni dell’anziano, l’ha denunciato.

Un muro è proprio l’oggetto del contendere. È quello che separa la casa dei coniugi da un garage di proprietà dell’87enne che ritiene che quel pezzo di mattoni e blocchetti gli appartenga in toto. Stando alla denuncia, esasperato dal pensiero che dall’altra parte i proprietari stessero svolgendo dei lavori a lui sgraditi, aveva fatto di quel muro un Everest da scalare. Utilizzando continuamente una scala a pioli, si sarebbe arrampicato sino in cima in modo da poter controllare cosa accadesse al di là. Spesso all’arrampicata di controllo, sarebbero seguiti anche improperi e frasi assai poco cortesi all’indirizzo dei vicini coi quali il conto è in sospeso da una precedente causa civile vinta dai coniugi, i quali, negli anni passati, avevano già denunciato il vicino salvo poi perdonarlo e ritirare la querela.

Stavolta sembra proprio che si andrà sino in fondo, tanto che, nelle scorse settimane la giudice per le indagini preliminari Silvia Palmas, ha emesso una misura interdittiva nei confronti dell’87enne. Su richiesta del pubblico ministero Sara Ghiani, sostenuta anche dagli avvocati Gianfranco Meloni e Silvia Cau che tutelano le parti offese, ha imposto all’anziano, assistito dall’avvocato Carlo Tortora, il divieto di andare nel suo garage e persino di avvicinarsi alla casa dei coniugi che, troppo spesso, se lo sono ritrovato anche ai vetri della finestra della camera da letto. Basterà per far sventolare la bandiera della pace e della fratellanza su quel muro che non fa dormire sonni tranquilli a nessuno dei protagonisti? Se non dovesse succedere c’è il rischio, se non la certezza, che la misura cautelare diventi ancora più restrittiva. (e.carta)

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