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Oristano

Cantiere comunale, il lento declino

Cantiere comunale, il lento declino

Sanna (Pd), chiede un cambio di rotta della giunta. «Ora potete assumere»

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ORISTANO. «L'amministrazione ci spieghi quale sarà il destino del cantiere comunale perché, se si continua così, andiamo verso la sua scomparsa». Efisio Sanna, capogruppo Pd in Consiglio ed ex assessore ai Lavori pubblici, lo definisce un appello costruttivo. Ha già chiesto la convocazione delle commissioni competenti per discutere di un tema che potrebbe essere decisivo, per il futuro di quella struttura deputata alle piccole manutenzioni del patrimonio comunale. «Al momento nel cantiere sono impiegate circa quindici persone – prosegue Sanna – alcune delle quali si occupano dell'apertura dei cimiteri. Non c'è più un falegname, non c'è più un elettricista e i movimenti del personale negli ultimi mesi fanno pensare alla volontà di smantellare il cantiere. Una scelta che noi non condividiamo, ma che sarebbe comunque legittima: serve però che lo si dica chiaramente e che si spieghi come si intende sostituire il cantiere comunale». Tra anni Novanta e Duemila, quando il Comune gestiva direttamente l'acquedotto e l'illuminazione pubblica, il cantiere comunale arrivò ad avere anche più di cento dipendenti. All'epoca era attiva quotidianamente una squadra di idraulici in grado di intervenire immediatamente per qualsiasi problema alla rete idrica e lo stesso discorso valeva per i guasti all'illuminazione. Altri tempi, è vero, con una libertà di bilancio che oggi i comuni si sognano. Poi l'acquedotto venne ceduto ad Abbanoa contestualmente all'ingresso di Oristano nella società e l'illuminazione pubblica oggi viene gestita da società esterne tramite bandi redatti da Consip. L'estate scorsa aveva preso corpo l'ipotesi di affidarne la gestione alla multinazionale Engie, in un pacchetto che includeva anche la manutenzione delle strade e dei marciapiedi comunali, ma non se ne è saputo più nulla. Già all'epoca, la minoranza aveva chiesto polemicamente se non si trattasse dell'inizio della fine, per il cantiere comunale. Nel frattempo, il cantiere è ancora lì, in uno stato di languore dovuto alla carenza di manodopera specializzata, ma secondo Sanna la sua attività potrebbe essere rilanciata: «Non c'è più il blocco delle assunzioni o del turnover, quindi sarebbe il momento giusto per assumere figure professionali indispensabili come muratore, idraulico, elettricista e falegname. So bene che bisogna fare i conti con le risorse, ma penso che il Comune possa occuparsi di un livello minimo di manutenzione del proprio patrimonio. Affidarsi all'esterno significa tempi più lunghi e costi più alti». (dav.pi.)

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