Tromba d’aria nella notte, danni e disagi

ARBOREA. Ha provocato danni ingenti, la violenta tromba d’aria che si è abbattuta sul centro abitato della cittadina nelle prime ore di ieri. Il vento fortissimo ha fatto crollare alberi che sono...

ARBOREA. Ha provocato danni ingenti, la violenta tromba d’aria che si è abbattuta sul centro abitato della cittadina nelle prime ore di ieri. Il vento fortissimo ha fatto crollare alberi che sono finiti sopra le auto parcheggiate nelle vicinanze, strappato rami, abbattuto cartelloni stradali, fatto volare tettoie di capannoni artigianali e tegole dai tetti delle abitazioni. Le zone più colpite sono state la zona residenziale e artigianale di via Canargiu, dove abitanti e imprenditori hanno dovuto chiedere l’intervento dei vigili del fuoco. L’Amministrazione comunale ha dichiarato lo stato di calamità naturale, invitando i cittadini che avessero riscontrato danni ai loro immobili e autoveicoli, a farne segnalazione al Comune, di documentare i danni anche attraverso fotografie e conservare ricevute e fatture degli interventi di sistemazione, così da consentire agli uffici di disporre le pratiche di risarcimento. Per tutta la mattinata di ieri, sono state infatti tantissime le segnalazioni per i danni agli immobili e alle autovetture arrivate in Comune. Insomma, le perturbazioni sembrano non voler dare pace all'abitato e alle campagne di Arborea, gravemente segnate dalle violente piogge che si sono abbattute nella zona in più riprese a partire dalla fine di novembre, provocando danni enormi. Appena poche settimane fa, persino lo stagno di S’Ena Arrubia era straripato a causa delle piogge torrenziali. A seguito dello straripamento, Arborea era rimasta praticamente isolata, dato che la strada provinciale che collega il paese al Santa Giusta, finita sott’acqua era stata danneggiata in maniera così grave da imporne il divieto di transito per molti giorni. Persino l’idrovora di Sassu non era riuscita a contenere l’enorme volume di acqua che si era riversata nella zona, costringendo gli abitanti di diverse case coloniche a lasciare le loro abitazioni. I danni maggiori furono per le coltivazioni, molte delle quali completamente distrutte. Anche l’attività di pesca nello stagno in quei giorni è stata impossibile. Per far defluire l’acqua erano state infatti aperte le paratie, con l’inevitabile effetto di far allontanare i pesci, con gravissimi danni economici per i pescatori. (m.c.)

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