Cuglieri, per il seminario servono soldi
Il progetto di ristrutturazione e recupero costa 10 milioni, chiesti alla Regione
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CUGLIERI. Ammonta a circa 10 milioni di euro il costo del progetto di ristrutturazione e recupero dell’ex Seminario Pontificio Regionale. Una spesa che l’amministrazione comunale guidata da Gianni Panichi, ha quantificato e richiesto alla Regione già da tempo e che, una volta conclusi i lavori di recupero, stando alle proposte dell’amministrazione potrebbe ospitare un centro di formazione permanente per attività di pubblico interesse quali protezione civile, barracelli, forestale. «Lo spazio per l’organizzazione dei corsi nel complesso non manca di certo – spiega Panichi – inoltre, la collocazione della struttura al centro dell’isola rende più facile e agevole il suo raggiungimento». Recentemente la Regione ha inserito l’ex seminario Pontificio sardo nell’elenco delle strutture di pregio storico e culturale da recuperare e valorizzare perché costitutive dell’obiettivo primario del programma prefissato dall’attuale maggioranza. Un obiettivo che la Regione intende perseguire attraverso due direttrici principali: la valorizzazione dei beni storico-artistico, comprendente la manutenzione e il recupero degli stessi e la realizzazione di iniziative coordinate finalizzate alla gestione del patrimonio immobiliare anche nell’ottica di politiche turistiche mirate a far conoscere la Sardegna e la sua cultura in ogni periodo dell’anno e non soltanto durante la stagione balneare. «Una politica che non si discosta certamente dalla nostra azione amministrativa – sottolinea Panichi – visto che, oltre alla bellezza del nostro mare, il territorio cuglieritano abbonda di emergenze archeologiche importantissime - Cornus e Columbaris quelle più note - e offre zone montane incontaminate, ricche di fauna e flora endemica variegata». L’ex seminario è stato voluto da Papa Pio XI. Il Pontefice, nel 1927, con la Costituzione Apostolica “Nostrarum partem”, accolse l’auspicio espresso quattro anni prima dal Concilio Plenario Sardo e ne decretò la fondazione. In quella imponente struttura, estesa su un’area di circa 30.800 metri quadrati, di cui oltre 14 mila occupati dal fabbricato, per decenni, si sono formati i sacerdoti sardi e non solo. Poi, con la sopraggiunta crisi delle vocazioni, il suo utilizzo venne ridimensionato fino ad essere ritenuto troppo dispendioso dal clero sardo. Da lì la conseguente decisione di traferire, nel 1971, la facoltà di teologia a Cagliari, sancendo di fatto la dismissione del complesso. Ora, con il suo inserimento nel patrimonio immobiliare della Regione da recuperare e valorizzare, anche se al momento non si conoscono i tempi, la speranza che l’ex seminario trovi un nuovo utilizzo appare più concreta.
Piero Marongiu
Piero Marongiu
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