Severe ordinanze per non correre rischi
I sindaci del territorio vietano i cortei. La mascherina dovrà far parte dell’abbigliamento carnevalesco
2 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. Il carnevale è stato azzerato e ora fioccano le ordinanze per evitare che comunque problemi.
Certo, ci si potrà travestire, ma non sfilare e neanche andare in gruppi troppo numerosi e soprattutto, bisognerà comunque indossare le mascherine protettive.
Sono le regole più elementari per evitare l’ulteriore propagarsi del covid.
Anche se sono stati annullati gli eventi pubblici, compresi i raduni mascherati, alcuni dei quali, di grande richiamo, come ad esempio Su Marrulleri di Marrubiu, i sindaci, hanno accolto l’invito del prefetto di prevenire non soltanto occasioni di assembramenti o momenti di aggregazione, incompatibili con l’emergenza sanitaria in atto, hanno disposto il rafforzamento dell’attività di vigilanza urbana, per evitare fenomeni di violenza legati ad esempio, all’abuso di alcol.
Il sindaco di Terralba, Sandro Pili, ha emesso una ordinanza molto rigida entrata in vigore già in occasione del giovedì grasso e che resterà valida per tutta la giornata fino alle sette di domani mattina e per martedì grasso. In questi giorni sarà vietata la somministrazione e vendita per asporto, di bevande, non soltanto alcoliche in contenitori di vetro o di latta. Bandito il consumo, ma anche il trasporto, di bevande in tutte le aree pubbliche del territorio comunale. Vietati anche i petardi e i cosiddetti “razzi minifuoco”: insomma, niente bombette da far esplodere per discutibile scherzo. Vietata anche la vendita ma anche l’esposizione, la detenzione di coltelli. A Terralba, non si potranno nemmeno esporre i carri allegorici, che, almeno per questo carnevale resteranno chiusi nei capannoni. Vietato anche organizzare o partecipare alle feste e a tutte quelle occasioni di assembramenti che potrebbero favorire i contagi da covid.
Non meno rigide le regole imposte dall’ordinanza emessa venerdì dalla sindaca di Arborea Manuela Pintus: anche nella cittadina della Bonifica, infatti, sono state vietate le sfilate, gli assembramenti e la vendita e il alcolici per strada. Insomma: con la pandemia in atto, il carnevale fa davvero paura.
Non tutti i Comuni si sono dotati subito di ordinanze. A Marrubiu, ad esempio, dopo aver annunciato con largo anticipa la cancellazione de Su Marrulleri compresi gli eventi correlati, il sindaco Andrea Santucciu ha puntato tutto sul dialogo con i cittadini e l’informazione sui rischi di assembramenti. Altrettanto ha fatto il primo cittadino di Mogoro, Donato Cau, che ha utilizzato i social per annunciare la cancellazione delle manifestazioni, invitando i cittadini a continuare a rispettare le regole anti contagio.
Michela Cuccu
Certo, ci si potrà travestire, ma non sfilare e neanche andare in gruppi troppo numerosi e soprattutto, bisognerà comunque indossare le mascherine protettive.
Sono le regole più elementari per evitare l’ulteriore propagarsi del covid.
Anche se sono stati annullati gli eventi pubblici, compresi i raduni mascherati, alcuni dei quali, di grande richiamo, come ad esempio Su Marrulleri di Marrubiu, i sindaci, hanno accolto l’invito del prefetto di prevenire non soltanto occasioni di assembramenti o momenti di aggregazione, incompatibili con l’emergenza sanitaria in atto, hanno disposto il rafforzamento dell’attività di vigilanza urbana, per evitare fenomeni di violenza legati ad esempio, all’abuso di alcol.
Il sindaco di Terralba, Sandro Pili, ha emesso una ordinanza molto rigida entrata in vigore già in occasione del giovedì grasso e che resterà valida per tutta la giornata fino alle sette di domani mattina e per martedì grasso. In questi giorni sarà vietata la somministrazione e vendita per asporto, di bevande, non soltanto alcoliche in contenitori di vetro o di latta. Bandito il consumo, ma anche il trasporto, di bevande in tutte le aree pubbliche del territorio comunale. Vietati anche i petardi e i cosiddetti “razzi minifuoco”: insomma, niente bombette da far esplodere per discutibile scherzo. Vietata anche la vendita ma anche l’esposizione, la detenzione di coltelli. A Terralba, non si potranno nemmeno esporre i carri allegorici, che, almeno per questo carnevale resteranno chiusi nei capannoni. Vietato anche organizzare o partecipare alle feste e a tutte quelle occasioni di assembramenti che potrebbero favorire i contagi da covid.
Non meno rigide le regole imposte dall’ordinanza emessa venerdì dalla sindaca di Arborea Manuela Pintus: anche nella cittadina della Bonifica, infatti, sono state vietate le sfilate, gli assembramenti e la vendita e il alcolici per strada. Insomma: con la pandemia in atto, il carnevale fa davvero paura.
Non tutti i Comuni si sono dotati subito di ordinanze. A Marrubiu, ad esempio, dopo aver annunciato con largo anticipa la cancellazione de Su Marrulleri compresi gli eventi correlati, il sindaco Andrea Santucciu ha puntato tutto sul dialogo con i cittadini e l’informazione sui rischi di assembramenti. Altrettanto ha fatto il primo cittadino di Mogoro, Donato Cau, che ha utilizzato i social per annunciare la cancellazione delle manifestazioni, invitando i cittadini a continuare a rispettare le regole anti contagio.
Michela Cuccu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
