In via Duomo una stella simbolica
Nel primo pomeriggio l’unico gesto pubblico che ricorda la corsa
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ORISTANO. Un po' come il Godot del dramma teatrale di Samuel Beckett, Maurizio Casu, Componidori dei Contadini nell'anno della pandemia, si è fatto attendere parecchio. Ad aspettarlo, una piccola folla, cinquanta persone che sono rimaste un'oretta in via Duomo dopo la simbolica collocazione della stella da parte della Fondazione Oristano. Un'attesa immotivata, alimentata da voci poco affidabili e, soprattutto, dalla fiducia che il Componidori sarebbe uscito nonostante tutto. Ovviamente non è successo. Il Gremio negli ultimi giorni ha sempre negato ogni ipotesi relativa a manifestazioni pubbliche, e così è stato. Ciò che è altrettanto certo è che, verso le 18, c'è stato qualche movimento davanti al cancello di San Giovanni dei Fiori e dall'area della chiesa campestre si sono levati i suoni soffusi di pochi tamburi, non incessanti, ma cadenzati come durante la vestizione. Nessuna macchina in vista, però, e illuminazione esterna spenta. Solo i rami di alloro collocati nei giorni scorsi sul cancello. Alla fine, gli unici eventi pubblici che hanno segnato la domenica della Sartiglia 2021 sono stati il bando registrato, trasmesso con un altoparlante durante la mattinata, e la simbolica collocazione della stella in via Duomo. Un bando tutto nuovo e che, si spera, non sarà mai più utilizzato, che informava la cittadinanza del fatto che, quest'anno, la Sartiglia non ci sarebbe stata, a causa del Covid. Poi alle due la sistemazione della stella in via Duomo, con una piccola folla di curiosi pronti a testimoniare l'evento con il cellulare. E ci è voluto del tempo prima che tutti si rassegnassero e abbandonassero la strada, da dove speravano di veder spuntare, all'improvviso, il capo corsa con in mano sa pipia de maju, pronto a impartire la sua benedizione alla città. (dav.pi.)
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