Il Comune assume ma non lo dice

Polemica sulla selezione di un esperto di pianificazione strategica e progettazione europea

ORISTANO. Fossimo in un campo da calcio si parlerebbe di storica rimonta. La gara, non sportiva ma per un incarico annuale da 20mila euro, si svolge invece in Comune senza palloni ed è servita a selezionare un «esperto di pianificazione strategica e progettazione europea con una forte esperienza nella scrittura, gestione, rendicontazione dei progetti europei». Insomma, il Comune vuole acchiappare finanziamenti e bandisce la selezione. Si dice che le partite non siano mai concluse sino al triplice fischio, che in questo è il colloquio che porta al ribaltone, visto che la prima fase della selezione per titoli ed esperienze professionali era finita con ben altre premesse.

Così l’ex consigliera di Parità, Stefania Carletti, sesta in graduatoria se si contano titoli di studio ed esperienze, la spunta. Come tutte le partite combattute anche questa ha una coda polemica e non è detto che sia fatta solo di parole, perché chi ha perso sta valutando se ci siano gli estremi per chiedere un controllo sulla regolarità della procedura seguita da chi era chiamato ad arbitrare la gara. Per ora ci si limita alle parole e a esporre una serie di fatti, quelli che, oltre che negli esclusi, hanno lasciato perplessità in tanti altri, che in questo caso hanno avuto il semplice ruolo di spettatori disinteressati che sono venuti a conoscenza del risultato a partita terminata.

Del resto anche agli stessi concorrenti non è arrivata alcuna comunicazione dal Comune su come fosse andata, pur essendo terminate da settimane le valutazioni. L’unica possibilità di saperlo era affidata all’Albo pretorio dove il 22 gennaio era stata pubblicata la determina, senza però allegati. Per il resto silenzio, tranne che la comparsa del nome della vincitrice in un successivo atto. È a quel punto che Matteo Bellinzas, 45enne con un curriculum da pallone d’oro ed esperienza da club di Champions League per restare in tema di metafora calcistica (laurea in Scienze politiche con indirizzo economico, Master all’University College of London, consulente per Crenos, protagonista di progetti di cooperazione internazionale tra la Colombia e l’Unione Europea), scopre di essere stato battuto. Per ricostruire la vicenda bisogna evidenziare che il link di accesso alla procedura di iscrizione era stato accompagnato dalla richiesta ai candidati affinché non lo inviassero a persone esterne alla selezione. La stessa richiesta è stata fatta al momento della richiesta di accesso alla graduatoria finale. «La cosa che più mi ha stupito – dice Matteo Bellinzas – è stata quella di dover scoprire su un giornale online chi fosse la vincitrice. Sottolineo la mancata comunicazione con i candidati, il fatto che l’esito della selezione non sia stata resa pubblica a tutti i cittadini, nonostante si parli dell’assegnazione di un incarico molto importante. Io e gli altri candidati controllavamo ogni giorno le notizie del Comune in attesa di avere conferme sull’esito del colloquio. Avevo la valutazione migliore per titoli ed esperienze, al colloquio mi è stato attribuito il punteggio di 21/30, mentre la candidata che ha vinto ha preso 30/30 e ha ottenuto così una valutazione generale superiore alla mia».

Domanda: chi ha vinto che requisiti specifici ha? Visto che tutto nei concorsi dev’essere alla luce del sole, lo sono anche i curriculum e nell’elenco ci sono la laurea in Giurisprudenza, il master in Criminologia clinica e psicologia giuridica, formazione specifica su prevenzione delle devianze e dei reati e sulla prevenzione del disagio giovanile e familiare, stando a un precedente comunicato stampa del Comune stesso.

«Non voglio assolutamente mettere in dubbio la preparazione di chi ha vinto – spiega Matteo Bellinzas –, mi interessa evidenziare che sicuramente esistono modi migliori per rendere più trasparenti le procedure di una selezione pubblica. Il giorno del colloquio la commissione ha presentato a noi candidati delle buste chiuse. Ognuno ne ha scelto una e ha avuto venti minuti per rispondere alle domande che ha trovato scritte. La commissione (il procedimento è stato istruito dal funzionario Salvatore Baldino e poi approvato dalla dirigente Maria Rimedia Chergia, ndr) non ha fatto domande, ha solo ascoltato l’esposizione del candidato che è stato solo con la commissione per tutto il tempo». Insomma, nessun testimone, nessuno spettatore. «È lecito o no che vengano dei dubbi sulla trasparenza della procedura?», si chiede Matteo Bellinzas che poi conclude: «La fiducia nelle istituzioni è un capitale sociale, se diamo adito a dubbi, questa fiducia viene meno. È giusto scegliere la procedura più trasparente possibile». Chiaro? Cristallino, avrebbe risposto Jack Nicholson in Codice d’onore.

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