Case popolari al buio, la corrente è un miraggio

I 42 appartamenti assegnati in autunno sono ancora senza energia elettrica La protesta del Pd: «Lavori finiti nel 2019, ma il Comune non ha provveduto»

ORISTANO. Le case popolari di viale Indipendenza sono pronte, sui muri si vedono persino le antenne per la televisione. Eppure i 42 appartamenti sono ancora vuoti, in una città dove numerose persone attendono di ottenere quello che le graduatorie hanno già riconosciuto, ossia un alloggio popolare. Il motivo: manca la corrente elettrica perché il Comune ci ha messo un anno e mezzo per rispondere alla richiesta di Area ed Enel di cedere un’area dove realizzare la cabina che dovrà servire gli alloggi.

La denuncia è del capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Efisio Sanna: «È un ritardo inconcepibile e ingiustificabile, non si trattano così i problemi di un’amministrazione, soprattutto se riguardano 42 famiglie e quindi 150 persone che in attesa di una casa. Amministrare una città non significa scrivere quattro slogan sui social e farsi le foto con le donazioni alimentari».

Sono 221 i nuclei familiari che fanno parte della graduatoria per l’edilizia popolare licenziata definitivamente dal Comune lo scorso autunno: per i primi 42 le porte degli alloggi di viale Indipendenza si sarebbero potuti aprire già allora, ma l’incredibile vicenda della cabina elettrica ha fatto allungare i tempi. «Nell’agosto del 2019, Area ha chiesto al Comune di individuare uno sopazio dove realizzare la cabina di trasformazione. A gennaio 2020 si è svolto il sopralluogo e oggi, a fine febbraio 2021, dobbiamo ancora votare l’atto che cede a Enel la porzione dello spazio pubblico di via Costa dove sorgerà la cabina» spiega Efisio Sanna.

Insomma, tutto bloccato per un anno e mezzo, per una situazione che si sarebbe potuta risolvere nel giro di poche settimane. «Diamo atto all’assessore al Bilancio Angioi di aver agito tempestivamente quando è stato informato del problema, con una procedura d’urgenza per la cessione della superficie senza attendere il piano delle alienazioni che va approvato insieme al bilancio. Stiamo però parlando di un ritardo che ha dei colpevoli e sarebbe anche ora di individuare i responsabili di questa situazione vergognosa per cui non ci sono possibili giustificazioni. Lo dimostra il fatto che tutto si è risolto in meno di un mese: evidentemente, per un anno e mezzo, qualcuno non si è voluto interessare della vicenda», prosegue Efisio Sanna.

L’atto potrebbe essere discusso già nel prossimo consiglio comunale in programma martedì, ma ancora non è stato inserito all’ordine del giorno: «In commissione Bilancio – spiega Sanna – abbiamo chiesto di procedere d’urgenza, anche se l’atto dovesse essere portato in Consiglio all’ultimo momento. Di certo non ci opporremo». Anche perché, la cessione dell’area sarà solo il primo passaggio. «Tra realizzazione della cabina e consegna degli alloggi passeranno ancora dei mesi prima che questa vicenda si chiuda definitivamente», dice il consigliere. Ci sono voluti dieci anni, dall’abbattimento delle vecchie palazzine nel 2011 alla conclusione del cantiere per le nuove, per una spesa totale di poco meno di 4 milioni. Tempi già molto lunghi: la vicenda della cabina elettrica sembra proprio la classica, e non gradita, ciliegina sulla torta ormai quasi ammuffita.

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