la replica
Il commissario della Provincia «Spiace, ma devono pagare»
ORISTANO. Non ci sta proprio a fare la figura del cattivo, l'amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Massimo Torrente. Sulla contesa fra l'ente pubblico e il Consorzio Uno non...
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ORISTANO. Non ci sta proprio a fare la figura del cattivo, l'amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Massimo Torrente. Sulla contesa fra l'ente pubblico e il Consorzio Uno non porge però l’altra guancia. «Nel 2017 ritirai la diffida nei confronti del Consorzio per il pagamento del canone di locazione, perché ovviamente non volevo arrivare al punto di interrompere i corsi universitari in città. Ma il problema è rimasto, tanto che da poco abbiamo deciso di non partecipare più alle riunioni degli organi assembleari del consorzio, di cui siamo soci, fino a quando non decideranno di rispondere alle nostre richieste». Per Torrente, d'altra parte, la Provincia sta solo facendo ciò che è obbligata a fare: «Io sto solo attuando il piano di razionalizzazione delle società partecipate approvato nel 2015 dall'ultimo consiglio provinciale in carica e dalla giunta guidata da Massimiliano De Seneen. E lo devo fare anche perché abbiamo ricevuto osservazioni in tal senso da parte della magistratura contabile e dei revisori dei conti. In quel piano si affermava che, vista la terribile situazione finanziaria delle province, non potevamo più permetterci di lasciare quello stabile al Consorzio a titolo gratuito, dato che non esiste nessun contratto, nemmeno uno di comodato». La cifra richiesta dalla Provincia, però, non è certo poca cosa, dato che si parla di 178 mila euro all'anno. «Per stimare il canone, prendemmo a riferimento degli affitti che la Provincia all'epoca pagava per degli immobili in via Liguria. Venne fuori una cifra superiore ai 200 mila euro e vorrei far notare che un immobile di pregio come il Carmine non può essere comparato a un fabbricato di via Liguria. Decidemmo comunque di ridurre il costo, arrivando così a 178 mila euro». Improbabile, però, che si ritorni a uno scontro frontale come quello del 2017: «Certo non accadrà, me commissario, che la stessa Provincia cofondatrice del Consorzio faccia cessare le sue attività. Penso che questa situazione possa essere risolta solo dalla politica, che mi auguro torni al più presto nelle province. A quel punto magari ci saranno più soldi, e si potrà anche rinunciare al canone per il Carmine. Ora però non possiamo agire diversamente, anche perché, ogni volta che abbiamo cercato di trattare con il Consorzio per definire in base a un contratto scritto l'utilizzo del Carmine, abbiamo sempre ricevuto rifiuti». (dav.pi.)
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