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cronaca

Chieste cinque condanne per le spese allegre del Gal

«Soldi pubblici usati da Solinas e dai suoi collaboratori per pranzi e viaggi privati» Per l’ex presidente sollecitata la pena di otto anni per 66 capi di imputazione


24 febbraio 2021 di Enrico Carta


ORISTANO. Un’accusa è prescritta, ne resta in piedi un altro centinaio e 66 di queste sono per un imputato, Antonello Solinas, ex presidente del Gal MBS, poi rinominato Terre Shardana. Il pubblico ministero Armando Mammone ha formulato le richieste di condanna per le presunte spese allegre del Gruppo di azione locale dal 2007 sino agli anni in cui la società, che viveva pressoché per intero di finanziamenti pubblici, fu dichiarata fallita. Doveva servire per programmare interventi per lo sviluppo delle zone rurali, sarebbe stata invece il portafogli per la dolce vita condotta per alcuni anni proprio dal presidente Antonello Solinas e da quella che la pubblica accusa ha chiamato «la sua corte dei miracoli».

Ha così sollecitato la condanna di Solinas a otto anni per peculato e violenza privata – quest’ultimo reato è frutto del trattamento riservato a una dipendente che si sarebbe rifiutata di modificare le pezze giustificative così come richiesto dal presidente –. Proprio in quelle richieste di rimborso, secondo il pubblico ministero che si è rifatto alla lunga indagine dell’ispettore di polizia Giovanni Mura, emergerebbe il continuo travaso dei fondi dalle casse del Gal, che aveva avuto a disposizione 450mila euro, a quelle private di Solinas e da questo a quelle degli altri imputati. Per Maurizio Cucchiara, responsabile finanziario della società, l’accusa ha chiesto la condanna a sei anni; per Monica Deias, moglie di Antonello Solinas, a quattro anni e mezzo; per i consulenti Valentino Brunzu e Tiziana Tirelli a tre anni. Mancano le arringhe difensive che inizieranno il 16 marzo e proporranno una visione opposta della vicenda, intanto la linea dell’accusa è chiara.

Per prima cosa il pubblico ministero, facendo riferimento all’ultimo interrogatorio, quello del consulente della difesa, il commercialista Alberto Frau, ha detto che i soldi che Solinas aveva a disposizione erano pubblici, dal momento che il Gal era nato per programmare i fondi dell’Unione Europea con la Regione che faceva da tramite. Il Gal doveva fare programmazione per lo sviluppo del mondo rurale, ma la sua missione in tutti quegli anni sarebbe stata diversa: compariva a sagre e fiere, organizzava eventi di promozione turistica e territoriale, dimenticando il mondo delle campagne. Di certo poi, per l’accusa, non possono essere considerate attinenti pranzi e cene con amici o squadre sportive, a volte in giorni come l’ultimo dell’anno o Ferragosto; i viaggi e i soggiorni in albergo in occasione di eventi e con persone non riconducibili all’attività del Gal che però avrebbe pagato per tutti; i cesti natalizi in omaggio, i chili e chili di formaggio casizolu regalati. «Il problema – ha detto il pubblico ministero – è come sono stati spesi quei soldi e non come sono stati rendicontati». Valeva per i pranzi e le cene come per le trasferte in macchina, con annessi rifornimenti, dove sarebbero finiti anche spostamenti per questioni personali. Il suggeritore di molte di queste operazioni, sempre secondo il pubblico ministero, sarebbe stato Maurizio Cucchiara, mentre Monica Deias, moglie di Solinas, ne avrebbe approfittato per viaggiare o spendere usando i conti bancari della società.

Infine i consulenti Valentino Brunzu e Tiziana Tirelli: avevano lavorato per la società, ma trattandosi di denaro pubblico, qualsiasi incarico sarebbe dovuto essere preceduto da un’assegnazione palese. Il meccanismo adottato era invece l’opposto: prima il lavoro, poi il pagamento. La domanda allora è stata: «Chi affidava gli incarichi e decideva gli importi? Se si spendono soldi pubblici tutto dev’essere stabilito in anticipo».

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