Piazza Ungheria cambierà volto

La giunta dà il via al piano di riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria

ORISTANO. Certamente non è fra le zone più belle della città, anzi tutto sembra meno che una piazza. Piuttosto un parcheggio, neanche dei meglio organizzati. Piazza Ungheria è però una delle principali porte di ingresso e di uscita di Oristano, dato che è qui che si trova la stazione ferroviaria e ogni giorno ci transitano più o meno mille passeggeri. La collocazione non agevola: è separata dal centro cittadino e dai poli amministrativi dal groviglio di stradine di Sant’Efisio, ma ormai non è più possibile rimediare alle follie progettuali di fine Ottocento. La volontà di riqualificarla c’è e la giunta Lutzu mette in campo un programma abbastanza ambizioso: espellere le auto private dalla piazza, dirottandole verso il vicino centro intermodale di prossima apertura, trasformando Piazza Ungheria in una porta verde dedicata ad auto e bici condivise.

È un’operazione importante, se si pensa che Oristano è uno dei capoluoghi di provincia con più auto in rapporto alla popolazione: settanta ogni cento abitanti. Budget dell’opera? 620mila euro, di cui circa 450mila dedicati ai lavori provenienti da un finanziamento regionale. L’opera rientra nel piano “Viaggio nella terra dei Giganti”, realizzato dall’Unione dei comuni del Sinis e dal Comune di Oristano nel quadro dell’accordo da 23 milioni con la Regione sulla programmazione territoriale ed è prevista anche nella convenzione firmata dal sindaco Lutzu con i vertici di RFI.

L’Unione dei Comuni ha ufficializzato l’affidamento della progettazione al raggruppamento temporaneo composto dagli architetti sassaresi Elena Cenami, Piersimone Simonetti, Sergio Ticca, Fabiana Ledda e Paolo Russo i quali, con il punteggio di 95,98 e un ribasso d’asta del 41 per cento hanno sconfitto altri quattro concorrenti, garantendosi il lavoro da 32mila euro. Spetterà a loro trasformare le poche righe presenti nella scheda dell’intervento allegata alla programmazione territoriale in un progetto pronto per andare in appalto ed essere realizzato, possibilmente entro la scadenza fissata dalla Regione per l'inizio del 2023.

L’aspetto più rivoluzionario è certamente l’interdizione della piazza ai veicoli privati, che lascerà spazio a una zona pedonale, alle fermate del trasporto pubblico locale e a un’area riservata ai taxi e ai servizi di car e bike sharing e alle rastrelliere per bici. Resta il fatto che la stazione e il nuovo centro intermodale siano in realtà totalmente fuori asse rispetto al baricentro dei servizi cittadini, concentrati all’altro capo della città. Per questo nell’appalto è stato inserito anche uno studio sulle possibili trasformazioni dell'area tra via Rockefeller e via D’Annunzio, dove potrebbe essere realizzato in futuro uno snodo secondario del sistema cittadino di mobilità lenta ed ecologica. (dav.pi.)

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