Spaccio di cocaina ed eroina, Sassari centro di distribuzione: chiesti 76 rinvii a giudizio
L’ indagine ha svelato una rete ben strutturata: i fornitori principali operavano sia in Italia che all’estero, in paesi come Olanda, Brasile, Mozambico e Ruanda
Sassari Compariranno il 24 marzo davanti al gup di Cagliari Claudia Sechi le 76 persone – provenienti per lo più dal Sassarese – accusate di associazione a delinquere. La Procura della Repubblica di Cagliari – titolare il pm Gaetano Alberto Porcu – ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito di un’inchiesta su un vasto giro di traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e eroina) e sfruttamento di esseri umani. Donne che venivano reclutate nel loro Paese d’origine, portate in Libia e poi fatte arrivare in Italia, dove venivano costrette alla prostituzione attraverso minacce e violenze.
L’indagine
L’indagine, condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari e coordinata dalla Dda, ha portato alla luce una rete criminale ben organizzata, attiva sia a livello nazionale che internazionale, con ramificazioni in Europa, Africa e Sud America.
L’attività investigativa, avviata nel 2016, si è basata su intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, perquisizioni, sequestri e arresti in flagranza. I carabinieri di Sassari hanno svolto un lavoro meticoloso che si è concluso nel 2020. Tra le prove raccolte figurano tabulati telefonici, documenti e testimonianze che hanno permesso di ricostruire il modus operandi dell’organizzazione.
La base sassarese
Gli imputati residenti a Sassari (ben 22, alcuni anche di Porto Torres, Tempio, Olbia e diversi nigeriani residenti nel centro storico e a Predda Niedda) hanno avuto un ruolo centrale nella rete criminale. In particolare, si sono occupati della gestione del mercato locale della droga. Sassari è stata identificata come uno dei principali punti di distribuzione delle sostanze stupefacenti, con personaggi di spicco coinvolti nella vendita e nello spaccio di eroina e cocaina. Alcuni di loro gestivano canali autonomi, mentre altri collaboravano con i leader dell’organizzazione per la distribuzione.
Custodia e trasporto
Sempre i sassaresi avrebbero avuto il compito di organizzare il trasporto della droga dalla penisola alla Sardegna, utilizzando corrieri e collaboratori per garantire il flusso continuo di sostanze stupefacenti. Inoltre, si occupavano della custodia e del confezionamento.
Sfruttamento sessuale
C’era poi la fase del reclutamento di donne in Nigeria, portate in Italia attraverso la Libia e costrette alla prostituzione. Le vittime venivano sottoposte a riti voodoo per garantirne la “fedeltà” e, una volta arrivate a Sassari, venivano sfruttate sessualmente.
Organizzazione criminale
L’indagine ha svelato una rete ben strutturata, con ruoli definiti per ogni membro. I fornitori principali operavano sia in Italia che all’estero, in paesi come Olanda, Brasile, Mozambico e Ruanda. Un sodalizio che si occupava di reperire e trasportare le sostanze stupefacenti con una solida base a Sassari che, invece, gestiva il mercato locale, collaborando con i fornitori e organizzando il trasporto e la vendita.
Le accuse
Le imputazioni principali riguardano il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e lo sfruttamento di esseri umani. Tra i reati contestati figurano l’acquisto, il trasporto, la detenzione e la vendita di grandi quantità di eroina e cocaina, oltre all’organizzazione di viaggi illegali per il reclutamento e lo sfruttamento sessuale di donne. L’operazione rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro il traffico di droga e la tratta di esseri umani a opera di una delle reti criminali più complesse e ramificate degli ultimi anni.
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