interviene l’ordine dei medici
«Sostituire gli anestesisti? Proposta razionale da valutare»
ORISTANO. Sulla proposta del responsabile delle sale operatorie del San Martino e primario di urologia Vincenzo Pecoraro, «pensiamo anche a utilizzare altre figure mediche al posto degli anestesisti...
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ORISTANO. Sulla proposta del responsabile delle sale operatorie del San Martino e primario di urologia Vincenzo Pecoraro, «pensiamo anche a utilizzare altre figure mediche al posto degli anestesisti vista l’emergenza», questo il senso della nota ai colleghi dello scorso 25 febbraio, interviene ufficialmente anche l’Ordine dei Medici della provincia di Oristano con una nota del suo presidente Antonio Sulis. La nota vuole spegnere, almeno è questo l’intento, le polemiche divampate dopo la pubblicazione della lettera di Pecoraro.
«Sentiamo il dovere di intervenire in merito alla querelle sorta sulla lettera del dottor Pecoraro, inviata ai colleghi ospedalieri del San Martino» Sulis prova anche a indicare il fine ultimo della proposta. «Cercare di organizzare un servizio di assistenza che permettesse uno svolgimento dell'attività chirurgica, impegnando i pochi anestesisti rimasti nel presidio, a svolgere il proprio lavoro esclusivamente in sala operatoria e lasciare, ad altri professionisti, mansioni che potrebbero essere attuate anche con l'ausilio di colleghi che ne abbiano le competenze operanti nella struttura. Riportata dalla stampa locale, la suddetta richiesta, ha assunto una connotazione diversa dall'intento che certamente aveva mosso a proporla; in effetti voleva essere una proposta da poter, eventualmente, discutere e trovare delle soluzioni». Il presidente dell’ordine dei medici getta così una ciambella di salvataggio verso il primario di urologia. «Il dottor Pecoraro, come tutti gli iscritti, sa benissimo che la figura dello specialista anestesista è insostituibile nella sua funzione, così come quella del radiologo, ma in una situazione di emergenza, come attualmente il nostro ospedale si trova ad affrontare, ci pare una proposta razionale e non certamente lesiva, sia nei confronti dei professionisti che dei pazienti da assistere. Finché permane lo stato di carenza di anestesisti, per poter assicurare una attività accettabile in sala operatoria, è necessario ricorrere a tutte le possibilità che possono garantire questo indispensabile servizio». Infine l’appello ad Ats e Assl. «È assolutamente importante, che entrambi attivino le procedure per organizzare al meglio le risorse disponibili nei tre presidi ospedalieri presenti nel territorio, e questo può avvenire con una presa d'atto di una, ormai improrogabile, condivisione delle forze a disposizione, con la buona volontà e la fattiva collaborazione di tutti».
«Sentiamo il dovere di intervenire in merito alla querelle sorta sulla lettera del dottor Pecoraro, inviata ai colleghi ospedalieri del San Martino» Sulis prova anche a indicare il fine ultimo della proposta. «Cercare di organizzare un servizio di assistenza che permettesse uno svolgimento dell'attività chirurgica, impegnando i pochi anestesisti rimasti nel presidio, a svolgere il proprio lavoro esclusivamente in sala operatoria e lasciare, ad altri professionisti, mansioni che potrebbero essere attuate anche con l'ausilio di colleghi che ne abbiano le competenze operanti nella struttura. Riportata dalla stampa locale, la suddetta richiesta, ha assunto una connotazione diversa dall'intento che certamente aveva mosso a proporla; in effetti voleva essere una proposta da poter, eventualmente, discutere e trovare delle soluzioni». Il presidente dell’ordine dei medici getta così una ciambella di salvataggio verso il primario di urologia. «Il dottor Pecoraro, come tutti gli iscritti, sa benissimo che la figura dello specialista anestesista è insostituibile nella sua funzione, così come quella del radiologo, ma in una situazione di emergenza, come attualmente il nostro ospedale si trova ad affrontare, ci pare una proposta razionale e non certamente lesiva, sia nei confronti dei professionisti che dei pazienti da assistere. Finché permane lo stato di carenza di anestesisti, per poter assicurare una attività accettabile in sala operatoria, è necessario ricorrere a tutte le possibilità che possono garantire questo indispensabile servizio». Infine l’appello ad Ats e Assl. «È assolutamente importante, che entrambi attivino le procedure per organizzare al meglio le risorse disponibili nei tre presidi ospedalieri presenti nel territorio, e questo può avvenire con una presa d'atto di una, ormai improrogabile, condivisione delle forze a disposizione, con la buona volontà e la fattiva collaborazione di tutti».
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