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Corsa a ostacoli per l’ingresso dell’Udc in giunta

ORISTANO. Slitta, forse a stasera, il vertice politico del centro destra con all’ordine del giorno l’ingresso dell’Udc nella maggioranza che sostiene Andrea Lutzu a palazzo degli Scolopi. Alla base...

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ORISTANO. Slitta, forse a stasera, il vertice politico del centro destra con all’ordine del giorno l’ingresso dell’Udc nella maggioranza che sostiene Andrea Lutzu a palazzo degli Scolopi. Alla base del rinvio non dovrebbero esserci incertezze o motivazioni diplomatiche che nascondono, in realtà, le perplessità di alcuni partiti sull’arrivo dell’Udc, ma gli impegni imprevisti del consiglio regionale. Anche perché, che l’accordo sia ancora lontano, nessuno più lo nasconde. Certamente non lo fa Luca Faedda, unico rappresentante di Forza Italia in aula dopo l’addio del sindaco e dei suoi transitati in Fratelli d’Italia. «Perché la trattativa vada avanti – spiega Faedda – è necessario che l’Udc faccia chiarezza su quanti consiglieri sta portando in maggioranza e sulla posizione del presidente del consiglio Antonio Franceschi». Se, come sembra, l’Udc dovesse portare in dote solo il consigliere Vincenzo Pecoraro, e non un gruppo più ampio come era stato ipotizzato nelle prime fasi della trattativa, si porrebbe infatti il problema dei numeri. «In politica non si può escludere alcun esito – prosegue Faedda –, ma è chiaro che, se Forza Italia e l’Udc avessero un consigliere a testa, non esiste alcun automatismo per cui l’Udc abbia diritto a un assessorato e Forza Italia no. La questione andrebbe valutata, ma prima è necessario che si faccia chiarezza sui numeri».

Se, invece, i centristi dovessero decidere di riaccogliere il presidente Franceschi, che comunque non è stato mai espulso, il problema non cambierebbe di molto: sarebbe inaccettabile, per gli altri alleati, che a due consiglieri corrispondessero due incarichi. Improbabile, in ogni caso, che si aprano le porte a un rimpasto a poco più di dodici mesi dalla fine del mandato. La soluzione del complicato puzzle potrebbe arrivare tramite compensazioni legate ad incarichi non in giunta. (dav.pi.)

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