Porticciolo, vince il Comune
di Davide Pinna
Il giudice risolve la guerra sulle Marine. «L’ente pubblico non può essere estromesso se non vuole»
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ORISTANO. Stavolta, la vittoria va assegnata al Comune.
E si tratta di una vittoria piena, dato che il Tribunale del registro delle imprese ha stabilito che l'unico atto di vendita valido, per quel che riguarda le Marine Oristanesi, è quello fra il Comune e i privati della Tharros Yachting.
L'altro atto, fra la stessa società che gestisce il porticciolo e il Circolo Nautico, va cancellato. Il socio pubblico in una partecipata, hanno stabilito i giudici, non può essere estromesso contro la sua volontà e, per quanto possa essere escluso dalle decisioni, non può perdere le quote se non per propria scelta.
Lo ha affermato ieri il tribunale del registro con un provvedimento firmato dal giudice estensore Antonio Angioi e dallo stesso presidente del Tribunale Leopoldo Sciarrillo.
La vicenda comincia nel 2017, quando il Consiglio comunale decide, in ottemperanza alla legge Madia sulle società partecipate, di liberarsi delle quote delle Marine Oristanesi, la società che gestisce il porto turistico di Torregrande.
Non si tratta di una partecipazione minima, vale l'86 per cento del totale: il restante 14 è diviso in parti uguali fra il Circolo Nautico e la Sfirs.
Passa un anno e a settembre del 2018 il Comune pubblica un bando, che andrà deserto come gli altri successivi, in cui viene messo in vendita il 100 per cento delle quote.
Nella primavera 2019 si consuma la rottura: da un lato il presidente delle Marine Costantino Porcu e il Circolo Nautico, dall'altro il Comune.
I primi interpretano la legge Madia in senso restrittivo e ritengono che il Comune, passati senza risultato dodici mesi dalla scelta di alienare le quote, decada dai diritti di socio. Escludono perciò il Comune dalle riunioni del cda e procedono a liquidarne le quote.
Nel frattempo il Comune tira dritto per la propria strada e, prima, tenta la carta della trattativa diretta con la Tharros Yachting e, poi, pubblica un nuovo bando, che sarà vinto proprio dalla Tharros Yachting e che riguarda stavolta solo l'86 per cento di quote di proprietà comunale.
Le stesse quote, dunque, si ritrovano in mano a due proprietari: da un lato il Circolo, che le ha pagate poco più di 20 mila euro in base a una perizia, dall'altro la Tharros Yachting, che le ha invece acquistate all'asta per 206 mila euro.
La vicenda, come era facilmente prevedibile, sbarca in tribunale e la decisione di primo grado del giudice del registro lascia invariata la situazione, con il Circolo che mantiene la proprietà.
A questo punto arriva dunque il reclamo del Comune, rappresentato dagli avvocati Gianna Caccavale e Carlo Ibba, a cui si associa la Tharros Yachting, difesa da Christian Stara, e contro cui resistono le Marine e il Circolo, rappresentate rispettivamente da Gabriella Martani e Sandra Sassu.
Stavolta il collegio di secondo grado ribalta le scelte precedenti e decide di entrare nel merito degli atti che hanno portato alla liquidazione delle quote comunali.
Le Marine e il Circolo non potevano, secondo i giudici, liquidare le quote del socio pubblico contro la sua volontà. I giudici hanno accolto anche il primo reclamo incidentale presentato dalla Tharros Yachting, che ora entrerà in possesso dell'86 per cento delle quote delle Marine.
In ogni caso la strdal del rilancio del porticciolo di Torregrande è ancora lunga. Un punto fermo per adesso è stato però posto, e riguarda la proprietà.
E si tratta di una vittoria piena, dato che il Tribunale del registro delle imprese ha stabilito che l'unico atto di vendita valido, per quel che riguarda le Marine Oristanesi, è quello fra il Comune e i privati della Tharros Yachting.
L'altro atto, fra la stessa società che gestisce il porticciolo e il Circolo Nautico, va cancellato. Il socio pubblico in una partecipata, hanno stabilito i giudici, non può essere estromesso contro la sua volontà e, per quanto possa essere escluso dalle decisioni, non può perdere le quote se non per propria scelta.
Lo ha affermato ieri il tribunale del registro con un provvedimento firmato dal giudice estensore Antonio Angioi e dallo stesso presidente del Tribunale Leopoldo Sciarrillo.
La vicenda comincia nel 2017, quando il Consiglio comunale decide, in ottemperanza alla legge Madia sulle società partecipate, di liberarsi delle quote delle Marine Oristanesi, la società che gestisce il porto turistico di Torregrande.
Non si tratta di una partecipazione minima, vale l'86 per cento del totale: il restante 14 è diviso in parti uguali fra il Circolo Nautico e la Sfirs.
Passa un anno e a settembre del 2018 il Comune pubblica un bando, che andrà deserto come gli altri successivi, in cui viene messo in vendita il 100 per cento delle quote.
Nella primavera 2019 si consuma la rottura: da un lato il presidente delle Marine Costantino Porcu e il Circolo Nautico, dall'altro il Comune.
I primi interpretano la legge Madia in senso restrittivo e ritengono che il Comune, passati senza risultato dodici mesi dalla scelta di alienare le quote, decada dai diritti di socio. Escludono perciò il Comune dalle riunioni del cda e procedono a liquidarne le quote.
Nel frattempo il Comune tira dritto per la propria strada e, prima, tenta la carta della trattativa diretta con la Tharros Yachting e, poi, pubblica un nuovo bando, che sarà vinto proprio dalla Tharros Yachting e che riguarda stavolta solo l'86 per cento di quote di proprietà comunale.
Le stesse quote, dunque, si ritrovano in mano a due proprietari: da un lato il Circolo, che le ha pagate poco più di 20 mila euro in base a una perizia, dall'altro la Tharros Yachting, che le ha invece acquistate all'asta per 206 mila euro.
La vicenda, come era facilmente prevedibile, sbarca in tribunale e la decisione di primo grado del giudice del registro lascia invariata la situazione, con il Circolo che mantiene la proprietà.
A questo punto arriva dunque il reclamo del Comune, rappresentato dagli avvocati Gianna Caccavale e Carlo Ibba, a cui si associa la Tharros Yachting, difesa da Christian Stara, e contro cui resistono le Marine e il Circolo, rappresentate rispettivamente da Gabriella Martani e Sandra Sassu.
Stavolta il collegio di secondo grado ribalta le scelte precedenti e decide di entrare nel merito degli atti che hanno portato alla liquidazione delle quote comunali.
Le Marine e il Circolo non potevano, secondo i giudici, liquidare le quote del socio pubblico contro la sua volontà. I giudici hanno accolto anche il primo reclamo incidentale presentato dalla Tharros Yachting, che ora entrerà in possesso dell'86 per cento delle quote delle Marine.
In ogni caso la strdal del rilancio del porticciolo di Torregrande è ancora lunga. Un punto fermo per adesso è stato però posto, e riguarda la proprietà.
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