Piazza Manno, il progetto non cambia

Ora può partire la riqualificazione. Non ci sarà il recupero dei cunicoli giudicali

ORISTANO. Con qualche ritardo sulla tabella di marcia, la giunta dà il via libera al progetto di fattibilità per la riqualificazione di piazza Manno. Ma se da palazzo degli Scolopi arrivano segnali di ampia soddisfazione, l’associazione Oristano Nascosta storce il naso: «Non cambia nulla, si tratta semplicemente di un rifacimento della pavimentazione». Al centro delle critiche, c’è la valorizzazione delle presenze archeologiche, quelle conosciute e quelle finora solo presunte. Per ora, infatti, gli interventi riguarderanno solo il livello esistente della piazza.

«Nel progetto definitivo si dovranno prevedere solo le opere superficiali – si legge nella delibera –, per non interessare gli strati sotterranei della piazza come concordato col ministero dei Beni culturali». La valorizzazione dei resti archeologici arriverà in un secondo momento: «La riqualificazione di uno spazio tanto importante per la città ha suscitato un vivace dibattito – spiega il sindaco Lutzu –. Sono arrivati numerosi contributi di idee, critiche, riflessioni e suggerimenti che testimoniano quanto sia caro agli oristanesi. Come avevamo anticipato dopo l’aggiudicazione del concorso di idee, abbiamo stabilito che i progettisti dovranno prevedere di riservare somme idonee per avviare, in accordo con la Soprintendenza, uno studio di dettaglio per cercare di migliorare le conoscenze sui resti di epoca giudicale presenti nel sottosuolo».

All’architetta Bongiorni va dunque il compito di ricavare, su un importo presunto complessivo del progetto di 1 milione e 622mila euro, le somme sufficienti ad avviare uno studio, che potrebbe permettere in futuro di far emergere i resti archeologici. «Niente di nuovo – commenta Marco Piras, rappresentante di Oristano Nascosta –. Si parla dei resti della torre di San Filippo e di Port ’a Mari, cose che si conoscono sin dagli scavi del 2000».

Per il sodalizio oristanese che cerca da anni di far luce nei sotterranei, l’occasione persa è stata quella delle rilevazioni georadar di giugno: «Le ricerche svolte precedentemente da Henge, su nostro invito, avevano fatto emergere un’anomalia che poteva suggerire la presenza di un cunicolo tra via Angioy e la piazza. A giugno, i rilievi sono stati compromessi dalla cattiva organizzazione del Comune, che non ha fatto rispettare i divieti di sosta e dalle interferenze delle impalcature del restauro della reggia giudicale. Il Comune, quando assessore era l’architetto Sedda, aveva promesso che si sarebbe confrontato con noi sul rifacimento di piazza Manno. Vogliono continuare da soli? Auguri».

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