La resa del manager Assl «Qui solo i più gravi»

Appello disperato dei vertici Assl agli utenti: «Venite qui solo nei casi più gravi» L’assenza di un reparto covid e di percorsi dedicati mette a rischio la struttura

ORISTANO. Ci vuole coraggio, ad arrendersi, ad alzare le mani e a dire, “non riusciamo ad andare avanti”. Ci vuole tanto coraggio ad ammettere di non essere nelle condizioni di fornire il minimo, ma proprio il minimo, servizio sanitario, e di “invitare” i cittadini a recarsi al Pronto Soccorso solo in casi di urgenza. Però è quello che ha fatto ieri la Assl di Oristano, con una nota, in verità un appello, che il commissario della Assl Cossu ha rivolto alla popolazione. Solo a parziale scusante degli stessi vertici Assl si può precisare che mai come in questo periodo i Pronto soccorso sono stati presi d’assalto per qualunque malattia, vera o presunta, con tanti codici bianchi o verdi, ma questo sta accadendo dovunque, non solo a Oristano. «Invitiamo i cittadini a recarsi al Pronto Soccorso dell'ospedale San Martino solo in casi di effettiva necessità e urgenza». La Assl ammette che negli ultimi giorni si è verificato un afflusso particolarmente elevato di pazienti, alcuni dei quali sospetti o accertati Covid che devono necessariamente essere gestiti attraverso percorsi e in spazi dedicati. Il numero di questi casi è in costante crescita, anche in considerazione del fatto che risultano difficilmente trasferibili in altri reparti Covid dell'Isola, a loro volta al limite del livello di saturazione. Per questo motivo il Pronto Soccorso del San Martino – ospedale Covid free, nel quale non è cioè presente un reparto dedicato ai soggetti Covid positivi – si è fatto carico di questi pazienti, ospitandoli all'interno della propria area d'isolamento per assicurare loro l’assistenza necessaria. «Stiamo facendo enormi sforzi per garantire la prosecuzione delle attività di emergenza-urgenza a tutti i pazienti – spiega il Commissario – ma chiediamo a tutti i cittadini di utilizzare responsabilmente, in questo momento più che mai, il Pronto Soccorso, in cui recarsi solo nei casi più gravi, e di rivolgersi al proprio medico di famiglia, pediatria di libera scelta o guardia medica negli altri casi». Sarebbe interessante sapere che fine ha fatto il progetto annunciato da Ares e Ats e presentato il 5 dicembre del 2020 che prevedeva in quaranta giorni la realizzazione di un reparto covid con ossigeno al Mastino di Bosa. Esiste quel reparto, è attivo? Si possono ricoverare pazienti covid che hanno bisogno di ossigeno? Come intervenire per evitare che l’anello debole del sistema regionale vada in tilt?

In attesa che qualcuno risponda a queste domande, oggi si inaugura l’hub vaccinale al palazzetto di Sa Rodia. La struttura, messa a disposizione dal Comune e gestita da Ats-Assl, sarà operativa dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 20. Dieci le postazioni nelle quali tra alcune settimane potranno essere vaccinate fino a millecinquecento persone al giorno.

Ad essere convocate oggi saranno le persone nate negli anni fra il 1942 e il 1949 registrate al Portale regionale dei vaccini. Invece per motivi legati a indisponibilità dei vaccini le prime dosi agli over 80 a Asuni, Seneghe, San Nicolò d'Arcidano, Genoni, Ruinas e Uras salteranno a data da destinarsi.

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