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Termosifoni accesi sino a fine aprile
ORISTANO. Il tempo inclemente, che si aggiunge alla pesante situazione virale in città, ha spinto il sindaco Andrea Lutzu a firmare l’ordinanza che proroga l’accensione degli impianti di...
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ORISTANO. Il tempo inclemente, che si aggiunge alla pesante situazione virale in città, ha spinto il sindaco Andrea Lutzu a firmare l’ordinanza che proroga l’accensione degli impianti di riscaldamento fino al 25 aprile.
Gli impianti potranno essere accesi fino a un massimo di 5 ore giornaliere.
La decisione è stata adottata in considerazione delle numerose richieste pervenute da privati cittadini, amministratori di condominio, scuole e uffici pubblici a causa dell’abbassamento delle temperature rispetto alla media stagionale e tenuto conto delle previsioni climatiche non favorevoli dei prossimi giorni, con possibili ripercussioni negative sulla salute in particolare delle fasce più deboli della cittadinanza.
La scelta dell’amministrazione, insolita per la metà di aprile, è stata presa anche per evitare che l’incremento dei normali raffreddori e infreddolimenti dovuti a improvvisi cali di temperatura, soprattutto tra gli anziani vengano interpretati come segnali da collegare al virus, con pericolosi “intasamenti” di ambulatori.
Gli impianti potranno essere accesi fino a un massimo di 5 ore giornaliere.
La decisione è stata adottata in considerazione delle numerose richieste pervenute da privati cittadini, amministratori di condominio, scuole e uffici pubblici a causa dell’abbassamento delle temperature rispetto alla media stagionale e tenuto conto delle previsioni climatiche non favorevoli dei prossimi giorni, con possibili ripercussioni negative sulla salute in particolare delle fasce più deboli della cittadinanza.
La scelta dell’amministrazione, insolita per la metà di aprile, è stata presa anche per evitare che l’incremento dei normali raffreddori e infreddolimenti dovuti a improvvisi cali di temperatura, soprattutto tra gli anziani vengano interpretati come segnali da collegare al virus, con pericolosi “intasamenti” di ambulatori.
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