Sanità allo sbando, Regione sotto attacco

I sindaci del Distretto accusano presidente, assessore e Ats: «È finita la pazienza per le promesse non mantenute»

ORISTANO. «Sull’emergenza del Pronto Soccorso di Oristano è davvero finito il tempo delle promesse e delle soluzioni temporanee e pasticciate». È uno dei passaggi del durissimo documento stilato dai sindaci del Distretto che mercoledì, a Cabras, stanchi di dover attendere le risposte fino ad ora mai arrivate, hanno deciso di presentare il conto a Regione e Ats. «Occorre subito che il Pronto soccorso del San Martino abbia un adeguato numero di medici e di infermieri tali da poter funzionare in maniera adeguata soprattutto negli orari notturni. Appare evidente che non è più procrastinabile l’arrivo di almeno quattro medici e degli infermieri, pena l’avere sulla coscienza eventuali errori da parte di personale stremato e comunque disfunzioni non più tollerabili».

Non è solo il caso del Pronto soccorso ridotto al collasso ad aver fatto perdere la pazienza ai primi cittadini fortemente allarmati per la lentezza della campagna vaccinale, addirittura nemmeno iniziata nei Comuni di Simaxis, Ollastra, Solarussa e Zerfaliu. A completare il quadro a dir poco disastroso, si aggiunge la mancata sostituzione dei medici di medicina generale andati in pensione, con il risultato che migliaia di pazienti non hanno più garantita il minimo dell'assistenza sanitaria.

Il Comitato di Distretto, presieduto dal sindaco di Oristano Andrea Lutzu, ha avanzato nuove proposte ai responsabili regionali e locali delle istituzioni sanitarie, chiedendo che questa volta gli impegni che erano stati assunti nei mesi scorsi anche durante incontri ufficiali, vengano mantenuti. «Si esprime la massima solidarietà ai sindaci di Simaxis, Ollastra, Zerfaliu e Solarussa, comunità dove non è ancora neanche iniziata la campagna di vaccinazione dei cittadini ultraottantenni», dice la lettera inviata al presidente della giunta regionale Christian Solinas, all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, al commissario straordinario dell’Ats Massimo Temussi e a quello della Assl di Oristano Antonio Francesco Cossu. Sulle vaccinazioni i sindaci sono irremovibili: «In parallelo si chiede con forza che la priorità massima, compatibile con la disponibilità di vaccini Pfizer, sia l’immediata vaccinazione dei cittadini ultraottantenni delle comunità dove non è ancora stata somministrata la prima dose. Dovere assoluto dell’Ats è completare prima possibile il primo ciclo di vaccinazioni in tutti i Comuni del distretto».

C’è poi la situazione drammatica delle persone fragili che attendono ancora di essere immunizzate con un imperativo: «assicurare la vaccinazione delle persone fragili nel proprio domicilio tramite i medici di medicina generale e garantire la possibilità, se richiesto, di attivare centri di vaccinazioni locali. Infine, è necessario informare la popolazione rispetto alle procedure di reclutamento delle categorie fragili e delle priorità, mettendo a disposizione servizi informazione a livello locale».

Sulla mancata sostituzione dei medici di base andati in pensione, i sindaci sono particolarmente determinati e sollecitano «con urgenza che la politica, con un’immediata e risolutiva assunzione di responsabilità, risolva questa intollerabile situazione provvedendo a far sì che interi territori, in un momento così drammatico dal punto di vista sanitario, abbiano la giusta e necessaria assistenza medica». Propongono quindi «convenzioni mirate per garantire temporaneamente con personale supplente la carenza e garantire la continuità del servizio».

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