Sfrattato e senza lavoro, il Comune gli trova casa in un B&B
MOGORO. Essere sfrattati a sessant’anni e non trovare nessuno che ti affitti almeno una stanzetta.È una storia come tante, quella di Giovanni (il nome è di fantasia) ma val la pena di raccontarla,...
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MOGORO. Essere sfrattati a sessant’anni e non trovare nessuno che ti affitti almeno una stanzetta.
È una storia come tante, quella di Giovanni (il nome è di fantasia) ma val la pena di raccontarla, perché emblematica della crisi che non guarda in faccia a nessuno.
Giovanni viveva in una casa in campagna, niente di speciale, ma almeno aveva un tetto sotto il quale ripararsi e un letto per dormire.
Sembrava andare tutto bene, fino a quando, poco tempo fa, il proprietario gli ha dato lo sfratto. Giovanni non lavora ed è troppo giovane per la pensione.
Ha però un reddito, quello di cittadinanza, che potrebbe consentirgli di affrontare i le spese per un affitto, certo non altissimo, anche perché, non chiede una reggia.
Le sue ricerche però non hanno sortito alcun effetto e così il Comune, attraverso i Servizi sociali, è intervenuto mettendolo a proprie spese in un B&B, almeno sino a quando non si troverà un’altra sistemazione. Il sindaco, Donato Cau, conferma. «È vero – dice – stiamo cercando di aiutarlo, ma non è facile. Il Comune – spiega – non ha case da mettere a disposizione per i casi di emergenza e anche le case popolari sono talmente poche che c’è una lunga lista di persone che ne attendono l’assegnazione. Insomma è una situazione figlia della carenza di sempre di interventi di edilizia popolare».
Come sempre avviene in questi casi, i Servizi sociali si stanno attivando per riuscire a trovare una sistemazione per Giovanni, ma ancora, senza alcun risultato.
«A questo punto farei anche un appello – dice il sindaco – che se c’è qualcuno che ha una casa da affittare si metta in contatto con il Comune. Giovanni è in grado di pagare l’affitto: diamogli un’opportunità». (m.c.)
È una storia come tante, quella di Giovanni (il nome è di fantasia) ma val la pena di raccontarla, perché emblematica della crisi che non guarda in faccia a nessuno.
Giovanni viveva in una casa in campagna, niente di speciale, ma almeno aveva un tetto sotto il quale ripararsi e un letto per dormire.
Sembrava andare tutto bene, fino a quando, poco tempo fa, il proprietario gli ha dato lo sfratto. Giovanni non lavora ed è troppo giovane per la pensione.
Ha però un reddito, quello di cittadinanza, che potrebbe consentirgli di affrontare i le spese per un affitto, certo non altissimo, anche perché, non chiede una reggia.
Le sue ricerche però non hanno sortito alcun effetto e così il Comune, attraverso i Servizi sociali, è intervenuto mettendolo a proprie spese in un B&B, almeno sino a quando non si troverà un’altra sistemazione. Il sindaco, Donato Cau, conferma. «È vero – dice – stiamo cercando di aiutarlo, ma non è facile. Il Comune – spiega – non ha case da mettere a disposizione per i casi di emergenza e anche le case popolari sono talmente poche che c’è una lunga lista di persone che ne attendono l’assegnazione. Insomma è una situazione figlia della carenza di sempre di interventi di edilizia popolare».
Come sempre avviene in questi casi, i Servizi sociali si stanno attivando per riuscire a trovare una sistemazione per Giovanni, ma ancora, senza alcun risultato.
«A questo punto farei anche un appello – dice il sindaco – che se c’è qualcuno che ha una casa da affittare si metta in contatto con il Comune. Giovanni è in grado di pagare l’affitto: diamogli un’opportunità». (m.c.)
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