Regolamenti comunali, baruffe, accuse e ripicche

Ieri seduta effervescente del consiglio. La giunta ritira la bozza presentata Il presidente Franceschi punzecchiato dalla sua stessa maggioranza

ORISTANO. La scadenza incombe, ma la confusione regna. La maggioranza si incarta sul regolamento per il canone unico per impianti pubblicitari, occupazione del suolo pubblico e aree mercatali. Andrebbe approvato entro il 30 aprile, ma la minoranza protesta e il capogruppo Pd Efisio Sanna pone una questione pregiudiziale. Gli atti sono stati depositati solo lunedì, mentre il regolamento dell'assemblea civica prevede che accada con cinque giorni di anticipo. La protesta viene recepita anche da molti consiglieri di maggioranza e alla fine l'assessore Angioi si ritrova costretto a ritirare il punto. Il prologo è stato una buona mezzora di punzecchiature sull'ordine dei lavori fra i due schieramenti, anche se a farne le spese è stato soprattutto l'arbitro, il presidente del Consiglio Antonio Franceschi. Contro di lui usa parole dure, certo non casuali, Gigi Mureddu, da poco rientrato in maggioranza nel gruppo di Forza Italia: «Consentendo ad alcuni consiglieri di minoranza di partecipare alla seduta online dall'aula del Consiglio lei ha violato il regolamento». Poi con Franceschi, reo di aver attribuito ai lunghi tempi della commissione i ritardi che hanno portato al pasticcio del regolamento, se la prende anche Veronica Cabras (Riformatori), presidente della commissione Bilancio, con voce segnata dall'irritazione: «Sono colpita da determinate parole. È uno sfregio alla politica cittadina definire i lavori della commissione una perdita di tempo». Da Franceschi arrivano poco dopo le scuse. La consigliera Cabras lancia anche una staffilata contro ignoti: «Non ci sto a prendermi le responsabilità di chi ha creato questi ritardi». Se si riferisse agli uffici o all'assessore al Bilancio Angelo Angioi (Fdi), è un fatto tutto da interpretare. Angioi, dal canto suo, attacca la minoranza: «Ho portato il regolamento in aula, dopo i lavori della commissione, in buona fede, pensando che l'importante lavoro svolto da tutti i commissari bastasse. A questo punto mi viene il dubbio che questa sia una furbata della minoranza per accusarci poi di chissà quali malefatte». «Chieda scusa – replica Francesco Federico – se avessimo voluto fare i furbi, vi avremmo lasciato approvare il regolamento e domani l'avremmo impugnato». «La bozza è stata licenziata dagli uffici il 5 marzo – attacca Efisio Sanna – eppure è stata portata in commissione un mese dopo. Noi abbiamo lavorato e non vogliamo creare problemi al Comune, ma qui siamo in palese violazione del regolamento e bisogna prenderne atto». Il consiglio si risolve insomma con un nulla di fatto, se ne riparlerà giovedì.

Davide Pinna

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