«Mercato, decisione in ritardo»

Efisio Sanna (Pd) contesta la scelta di demolire la struttura di via Mazzini: «Arriva dopo troppi anni»

ORISTANO. L’annunciata demolizione del mercato di via Mazzini continua a far discutere. Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Efisio Sanna, era assessore ai Lavori pubblici quando la lunga e travagliata vicenda è cominciata e ora chiede chiarezza: «È strano che solo adesso si venga a sapere che su quella struttura, che avevamo scelto di restaurare e mantenere per questioni di coerenza storica e architettonica, ci sono problemi tecnici. E tutti i calcoli documentati e validati a suo tempo? Come mai non ci si è accorti prima?» Per comprendere appieno la vicenda, bisogna fare un salto indietro di qualche anno. Alla guida della città c’era Guido Tendas e nel 2014 la giunta, che aveva sbloccato uno stallo decennale, approvò il progetto preliminare che prevedeva la ristrutturazione del mercato e la realizzazione, accanto, di un parcheggio a due piani.

Il progetto valeva 4 milioni, 2 arrivarono dalle casse della Regione e 2 da un mutuo contratto con il Banco di Sardegna. Nel 2015 venne indetta la gara d’appalto, che comprendeva oltre ai lavori anche la progettazione definitiva ed esecutiva: se la aggiudica la DCG di Cagliari. I lavori dovrebbero cominciare nella primavera del 2016, ma i problemi iniziano ad accumularsi: prima gli operatori commerciali chiesero una revisione del progetto, poi è l’azienda a prendersi del tempo. Fra una cosa e l’altra i lavori cominciano davvero a gennaio del 2017: qualche mese dopo scade il mandato di Tendas e a palazzo degli Scolopi arriva l’attuale amministrazione guidata da Andrea Lutzu.

Quell’estate viene recuperato in extremis, il finanziamento regionale da 2 milioni che rischiava di andare perduto, dato che era stato stanziato nel 2006 e che ancora i lavori arrancavano. Le buone premesse, però, restano tali. Per mesi tutto resta bloccato, fino a quando nella primavera del 2018 si inizia a capire quali siano i problemi: presenza di cemento-amianto e problemi strutturali in alcune parti dell’edifico. Azienda e Comune litigano per mesi, sino a quando l’ente in autunno risolve il contratto per inadempienza e su questo gli darà ragione il tribunale.

Il resto è cronaca recente, i lavori vengono affidati alla seconda classificata della gara, la Pellegrini di Cagliari, che porta avanti la revisione del progetto. Nei giorni scorsi gli uffici hanno dato il via libera al documento e il verdetto è chiaro: l’edificio andrà demolito. «Quello che non si capisce – commenta Efisio Sanna – è come la prima azienda abbia considerato non realizzabile il progetto che lei stessa aveva redatto». Per Sanna l’attuale amministrazione avrebbe dovuto agire prima: «Noi ci siamo presi tanto tempo per redigere e valutare il progetto, lo riconosco. È chiaro che nei primi mesi del cantiere, poi, lasci fare, perché è una fase di assestamento. Ma quest’amministrazione avrebbe dovuto agire in maniera più tempestiva, quando era evidente da tempo che qualcosa nel cantiere non stava andando per il verso giusto».

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