«La sanità terreno di scontro, resta ostaggio di piccoli feudi»

ORISTANO. «Grandi e piccoli feudi, macchine di consenso elettorale e spesso anche volani di interessi economici, non sempre chiari». Sono durissime le accuse lanciate da Annalisa Mele sulla politica...

ORISTANO. «Grandi e piccoli feudi, macchine di consenso elettorale e spesso anche volani di interessi economici, non sempre chiari». Sono durissime le accuse lanciate da Annalisa Mele sulla politica sanitaria sarda. La consigliera regionale della Lega interviene a gamba tesa nella polemica che sta infiammando la sanità oristanese. Anche se non fa i loro nomi, le sue critiche sono per i vertici dell’Assl oristanese e il presidente della Commissione sanità in consiglio regionale Domenico Gallus, alleato in maggioranza.

«In provincia di Oristano, piccoli feudi continuano a condizionare in maniera pesante il mondo sanitario – denuncia –. La sanità oristanese più che altrove era, ed è campo di scontro politico: un calderone dove entra tutto (comune, enti), eccetto il malato e la sua dignità». Una denuncia che arriva dopo lo scambio di accuse tra il commissario dell’Ats e quello della Assl di Oristano, sui metodi di affidamento ai privati del Punto di primo intervento dell’ospedale di Ghilarza. «Se si chiede l’allontanamento di chi non si è dimostrato all'altezza del ruolo va bene, ma ritengo che analogamente vada sostituito chi dirige l’Ospedale di Oristano, che in quasi due anni non ha cercato di risolvere le varie criticità del nosocomio, in primis quella del personale di tutti i reparti, soprattutto del Pronto soccorso».

Mele attacca frontalmente il direttore del San Martino Sergio Pili. « Svolge diversi ruoli: Direttore sanitario a San Gavino, Direttore del Dipartimento delle attività dei presidi ospedalieri, vice direttore Sanitario Ats, ma in piena pandemia non ha mai ufficializzato cose scontate ed essenziali come i percorsi pulito/sporco, attivato container, tende e quant'altro per mettere in sicurezza il Pronto soccorso». Mele ne ha per tutti. Per il Commissario straordinario Antonio Cossu. «Impegnatissimo a scrivere sterili lettere a destra e a manca, nonché pensare a ridimensionare le piante organiche», Ed aggiunge: «le sostituzioni dei dirigenti inadeguati vanno richieste senza distinzione di colore politico, di padre, padrino, padrone, e non solo di chi improvvisamente non fa comodo per il proprio orticello, o chi non è strumentale per incrementare il proprio feudo politico ed elettorale». L’ultima critica la riserva a Gallus, presidente della Commissione sanità, «ferma da mesi e che si limita a fare audizioni». La replica, in serata, è altrettanto dura. «Gli attacchi della Lega non sono degni di una risposta, stiamo parlando del nulla» (m.c.)

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